Si parla sempre più di smart working – ovvero il “lavoro agile” da casa o da remoto fondato sulla collaborazione profonda tra persone e organizzazioni – e del suo ruolo centrale nelle aziende per favorire una miglior conciliazione tra vita privata e quella professionale. Ma fa davvero bene alla nostra salute? Ne abbiamo parlato con due specialisti, la dottoressa Monica Pesenti, psicologa di Monza e Brianza e l’osteopata e massofisioterapista modenese Tommaso Sarti del team MioDottore, per approfondire pro e contro di tale approccio, sia a livello psicologico che fisico.

Come tutte le cose anche lo smartwork ha i suoi punti di forza e i suoi limiti infatti se lavorare in modo agile, da un luogo familiare, aiuta a sentirsi più sereni, tranquilli e rilassati nella gestione e nell’organizzazione del proprio lavoro, con effetti positivi sulla salute e sulla produttività dall’altra parte si assottiglia il confine tra vita privata e vita lavorativa: si tende, infatti, a essere sempre raggiungibili e disponibili e questo può creare o aumentare i conflitti all’interno del nucleo familiare.

Una postazione di lavoro in un ambiente confortevole, ridefinito secondo le proprie necessità e la propria creatività, stimola la riflessione e favorisce la concentrazione, mentre la gestione più autonoma della to do list spinge a superare i propri limiti a vantaggio della scoperta di risorse individuali, aumenta il senso di responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi e crea rapporti di fiducia più solidi con il team di lavoro. È bene rispettare il più possibile i tempi che scandiscono vita lavorativa e familiare per non alimentare screzi, anche creare un luogo di lavoro lontano dalle parti comuni può aiutare, così come scandire l’orario giornaliero con un inizio e una fine, con pause a intervalli regolari (es: 10 minuti ogni due ore) e attività rigeneranti a fine giornata. Praticare sport, dedicarsi ai propri hobby o ad attività all’aria aperta, così come seguire un’alimentazione adeguata e regolare, e non trascurare il proprio aspetto, sono azioni importanti per assicurare il benessere psicofisico.

Anche dal punto di vista fisico ci sono molti vantaggi a praticare lo smart working, attenzione però alle 10 raccomandazioni d’oro per il fisico.

Smart working, 10 raccomandazioni d’oro per il fisico

Per preservare il benessere dei lavoratori smart lo specialista di MioDottore ha stilato un pratico decalogo di suggerimenti su cosa fare e non fare:

  1. Posizionare frontalmente monitor, tastiera e tutto il materiale di lavoro;
  2. Utilizzare una seduta ergonomica o il supporto di un cuscino dietro alla regione lombare;
  3. Preferire un tappetino per il mouse con poggia-polsi;
  4. Interrompere l’attività lavorativa più o meno ogni mezz’ora, alzandosi in piedi e camminando per qualche minuto;
  5. Scegliere un ambiente luminoso durante le ore diurne e abbassare la luminosità dei monitor nelle ore serali per non disturbare il sonno;
  6. Non tenere le gambe accavallate per troppo tempo;
  7. Non lavorare in posizioni scomposte su divano o poltrona;
  8. Non tenere oggetti nelle tasche posteriore dei pantaloni;
  9. Non inclinare la testa di lato per sorreggere il telefono durante le chiamate;
  10. Non piegare la testa in avanti per leggere, ma alzare il foglio o il dispositivo elettronico.