Lo zucchero raffinato è sempre stato uno dei nemici principali di qualsiasi regime alimentare che si possa definire sano: proprio per questo motivo è sceso in campo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) la quale ha stabilito quella che dovrebbe essere una dose indicativa di zucchero da consumare nell’arco di una giornata.

Secondo la linea guida dell’organizzazione la quantità massima andrebbe limitata tanto che non dovrebbe superare i 50 grammi al giorno, quindi circa 12 cucchiaini da tè. Questo ovviamente non vuol dire che bisogna necessariamente raggiungere la quantità, anzi, meno zucchero si consuma meglio è per la propria salute. Dosi di zucchero minori, infatti, permetterebbero di evitare problemi di salute come l’obesità, carie ai denti e, a lungo andare, anche casi di diabete.

In ogni caso queste non riguardano solamente gli zuccheri impiegati per dolcificare bevande come caffè o tè: queste, infatti, riguardano anche tutti gli zuccheri contenuti nei cibi raffinati ma anche ketchup e bevande gassate e che per questo motivo non dovrebbero oltrepassare la dose energetica giornaliera indipendentemente dall’età. In generale il fabbisogno energetico giornaliero non dovrebbe superare il 10% per un adulto, ma spesso può anche essere dimezzato al 5% come suggerito per i bambini.

Zucchero e Oms: i “bastian contrari” e i dati nel mondo

Ovviamente nel mondo di oggi queste nuove linee guida non vanno bene a tutti: oltre a tutti coloro che non possono fare a meno di certe merendine anche le grandi aziende si definiscono contrarie a questa decisione, andando ad evidenziare ulteriormente la somiglianza dello zucchero al tabacco perché vanno a difenderne il consumo. Per questo motivo la stessa organizzazione raccomanda ai propri Paesi membri di dialogare con le aziende agroalimentari “perché riducano il contenuto di zuccheri nascosti nella composizione dei loro prodotti.”

Questo, però, non può che andare a riflettere il consumo della società divisa per stati: nel Nord e Centro America si arriverebbe a consumare circa 95 grammi di zucchero al giorno per persona – quindi pari a 19 cucchiaini da tè -, mentre in Sud America la quantità aumenta notevolmente arrivando addirittura a 26 cucchiaini da tè e quindi 130 grammi a persona. Non è da meno neanche l’Europa che supera addirittura America del Nord e del Centro con in media 101 grammi di zucchero per persona.

Questo, come spiegato dal direttore del Dipartimento dell’Oms per la nutrizione, la salute e lo sviluppo, Francesco Braca, si verifica soprattutto con le bevande dolcificate e quali contengono fino a 40 grammi di saccarosio – quindi 10 cucchiaini da tè – e per questo motivo spiega “abbiamo prove concrete che mantenere l’assunzione di zuccheri sotto il 10% del consumo totale di energia riduce il rischio del sovrappeso, dell’obesità e delle carie“.