Nell’eterna lotta tra zuccheri e grassi l’industria potrebbe aver usato armi sleali. A rivelarlo è Cristin Kearns, ricercatrice dell’Università della California di San Francisco, pubblicando il contenuto di documenti interni dell’industria dello zucchero scoperti negli archivi pubblici.  Stando alle rivelazioni di Kearns, pubblicate sulla rivista JAMA Internal Medicine, l’industria dello zucchero nel 1960 avrebbe pagato un team di ricercatori di Harvard per manipolare una ricerca che collegava l’assunzione di zucchero al rischio più elevato di malattie cardiache. L’industria chiese ai ricercatori americani di additare i grassi come i responsabili della pericolosa relazione.

A finire sotto accusa è la Sugar Research Foundation che secondo i ricercatori californiani avrebbe avviato ricerche sulle malattie cardiache nel 1965 per proteggere i suoi interessi. Il suo primo progetto, una meta-analisi, fu pubblicato sul  New English Journal of Medicine senza citare l’industria tra i finanziatori della ricerca come da prassi.

I ricercatori dell’ateneo californiano hanno analizzato oltre 340 documenti che mostrano una relazione tra l’industria dello zucchero, Roger Adams, un docente di chimica organica che faceva parte del comitato scientifico della  Sugar Research Foundation e Mark Hegsted, uno dei ricercatori di Harvard che curò l’analisi incriminata, ribattezzata ”Project 226″.

Zuccheri più sicuri dei grassi, l’inganno dell’industria

Sin dal 1960 dunque l’industria dello zucchero era a conoscenza della relazione tra il consumo di zuccheri e  i livelli troppo alti di colesterolo e trigliceridi, fattori di rischio delle malattie coronariche. Lo studio però fu manipolato. I ricercatori di Harvard sostennero che per prevenire le malattie cardiache occorreva  ridurre il colesterolo sostituendo i grassi saturi con i grassi polinsaturi.  Per sostenere questa tesi i ricercatori di Harvard percepirono l’equivalente di 50 mila dollari.

L’industria avrebbe speso 5,3 milioni di dollari per insegnare alle persone che gli zuccheri mantengono in vita, fornendo l’energia necessaria per affrontare i problemi quotidiani. Se gli americani avessero adottato una dieta povera di grassi, il consumo di zuccheri sarebbero aumentato di oltre un terzo, facendo gli interessi dell’industria. Nel 1964 il direttore della ricerca John Hickson  si accanì contro uno studio di John Yudkin che additava gli zuccheri come la fonte di calorie più dannosa rispetto a tutti gli altri carboidrati. Hickson suggerì alla SRF di pubblicare nuovi studi per confutare questa tesi e combattere tutte le attitudini negative dei consumatori nei confronti degli zuccheri.