Lo zafferano è una delle spezie più costose e apprezzate al mondo; possiede inoltre numerose proprietà benefiche: favorisce la digestione, contrasta i radicali liberi, ha effetti antinfiammatori e disintossicanti e sostiene le difese immunitarie (il tutto a fronte di un apporto calorico prossimo allo zero).

Coltivare in casa lo zafferano può costituire dunque, oltre che un’attività divertente da condividere con i bambini, anche un piccolo risparmio energetico e un modo per contribuire al benessere di tutta la famiglia.

Originario dell’Asia Occidentale, lo zafferano (nome scientifico Crocus sativus) è una bulbosa appartenente alla famiglia delle Iridacee (genere Crocus ). La pianta si origina da un bulbo di colore bruno, dalla cui base fanno capolino sottili radici biancastre. I bulbi contengono numerose gemme dalle quali si sviluppano foglie e fiori, ma anche numerosi bulbilli che servono alla pianta per moltiplicarsi. Le foglie, lunghe e sottili, sono di color verde brillante, mentre i fiori sono formati da 6 bellissimi petali violacei, che contengono 3 antere gialle su cui è depositato il polline e 3 lunghi stimmi di colore rosso, dai quali si ricava la famosa spezia. La pianta dello zafferano appare dunque, oltre che preziosa, anche molto ornamentale, perfetta per dare un tocco di colore al balcone o alle bordure di aiuole e orti.

Come con narcisi e giacinti, lo zafferano viene coltivato a partire dai bulbi (reperibili presso numerosi vivai). Con questi è possibile creare vasetti decorativi atti ad ospitare una singola piantina, oppure ciotole contenenti più bulbi, piantati ad una distanza di 5 cm l’uno dall’altro (a circa 5-10 centimetri di profondità). Come le altre bulbose, anche lo zafferano non richiede particolari cure; molto importante risulta tuttavia la preparazione del terriccio. Questo dovrà essere ben drenante (si consiglia l’aggiunta di sabbia) poiché i bulbi mal tollerano i ristagni idrici. Per lo stesso motivo, lo zafferano non gradisce la presenza di sottovasi che, se indispensabili, andranno svuotati di frequente. Ultima accortezza: una posizione ben soleggiata.

Per quanto riguarda invece la coltivazione in piena terra, i bulbi andranno interrati ad una profondità di 10-15 cm e ben distanziati. Si possono così ottenere bordure e aiuole molto decorative. Ricordate che lo zafferano non ama  frequenti interventi di irrigazione, tanto che, nella coltivazione domestica (sia essa effettuata  in piena terra o nei vasi), le sue esigenze idriche vengono soddisfatte dalle sole precipitazioni. Si richiederà invece di intervenire in caso di prolungati periodi di siccità.

Il periodo migliore per interrare i bulbi è la fine di luglio. Questi fioriranno dunque in autunno, dalla metà di ottobre alla metà di novembre, a seconda del clima e della varietà. La fioritura dura circa una ventina di giorni, ed è proprio questo il momento di procedere alla raccolta della preziosa spezia. Gli stimmi rossi dovranno essere rimossi con molta delicatezza, con l’aiuto di una pinzetta, quindi adagiati su di un tovagliolo e lasciati asciugare al sole (attenzione alle correnti d’aria). Una volta essiccati, bisognerà infine conservarli in un contenitore a chiusura ermetica, così da conservarne intatto l’aroma. Il raccolto non sarà certo abbondante (per ottenere un cucchiaio di stimmi di zafferano, occorrono almeno 40 bulbi), ma le soddisfazioni certo non mancheranno. Lo zafferano non teme infatti né il gelo né la siccità e regala bellissime ed abbondanti fioriture.