Lo zafferano, il cui nome scientifico è Crocus sativus L., appartiene alla famiglia delle Iridaceae ed è una pianta aromatica originaria dell’Asia occidentale. Si tratta di un’erbacea provvista di bulbo, dal quale spuntano foglie lunghe, lineari e di colore verde intenso, raccolte in ciuffi da guaine fogliari. I fiori, che fanno la loro comparsa nel periodo autunnale, sono di colore violetto, tra i 3 e i 5 per pianta, con uno stilo fragile, di colore giallastro, che termina con uno stimma diviso in tre parti, di colore arancione e dal quale si ottiene una tra le spezie più costose al mondo.

Per ottenere un chilogrammo di prodotto finito servono infatti circa 120.000/150.000 fiori, dati che, assieme alla lunga lavorazione necessaria, svolta in maniera totalmente manuale, spiegano l’alto costo della polvere di zafferano, ampiamente utilizzata in cucina per la preparazione di numerose ricette.

Oggi lo zafferano viene coltivato in larga parte in India e Iran, tuttavia non mancano coltivazioni anche in Italia, soprattutto Abruzzo, Sardegna, Marche, Umbria e Toscana. Perché, dunque, non provare a coltivare da sé la preziosa spezia? Tra l’altro a tutto vantaggio del portafoglio, ma anche della salute, poiché lo zafferano contrasta l’invecchiamento, favorisce la digestione, riduce il colesterolo e abbassa la pressione sanguigna.

Come per la maggior parte delle bulbose, lo zafferano non richiede particolari cure per svilupparsi, casomai le difficoltà potranno presentarsi al momento del raccolto; ma procediamo per gradi: è possibile coltivare lo zafferano in vaso, sul balcone, oppure in giardino, o nell’orto. Nel primo caso è possibile disporre delle ciotole che daranno un tocco di colore al terrazzo, rallegrandolo con la bellezza dei suoi delicati fiori viola e dei loro caratteristici stimmi rossi. Nel secondo caso, piantandoli in piena terra, è possibile creare piccole aiuole, o bordure, soprattutto nelle regioni dal clima mite del centro Italia.

Per avviare un piccola produzione sul balcone la prima cosa da fare è acquistare una manciata di bulbi e interrarli singoli, in piccoli vasetti, oppure in quantità, ad una distanza di circa 5 cm l’uno dall’altro e a 5-10 centimetri di profondità. E’ bene però ricordare che, seppur lo zafferano non abbia particolari esigenze in fatto di terreno, teme i ristagni d’acqua. Create quindi un substrato drenante e ricordate di svuotare spesso il sottovaso. Per crescere, i fiori di zafferano non necessitano infatti di molta acqua, bensì di luce, quindi prestate molta attenzione all’esposizione della vostra coltura.

Per la coltivazione in piena terra, invece, per cominciare è bene  valutare il terreno, che deve essere ben drenato. Scelta la posizione e lavorata la terra, i bulbi dovranno essere interrati a una profondità di circa 10-12 centimetri e distanziati 10-15 centimetri l’uno dall’altro. Lo zafferano non necessita di molta acqua per crescere e impiegherà 3-4 mesi per giungere a maturazione. Trascorso questo tempo, a partire da fine settembre, si potranno raccogliere i primi fiori.

Generalmente la raccolta si effettua da metà ottobre, fino alla fine del mese, tuttavia i fiori di zafferano si schiudono soltanto per pochi giorni e appassiscono in fretta, quindi la raccolta degli stimmi dovrebbe avvenire già al primo giorno di fioritura, la mattina preso. Per non danneggiarli bisogna muoversi con estrema delicatezza, con l’ausilio di una pinzetta. Rimossi tutti gli stimmi, questi vanno disposti su di un foglio di carta assorbente o un tovagliolino, per lasciarli completamente essiccare al sole. Prestate tuttavia molta attenzione alle correnti d’aria, poiché basta un soffio di vento per vanificare gli sforzi e far volare via il nostro raccolto. Una volta essiccati, si può decidere se ridurre in polvere gli stimmi, o tenerli integri e sfruttarne il potenziale decorativo. In ogni caso, conservateli in un vasetto o in una provetta di vetro ben chiusi, per non disperderne l’aroma.

Avrete così a disposizione una piccola quantità di zafferano, sufficiente giusto al consumo della famiglia. E’ stato infatti calcolato che per 4 piatti a base di zafferano servono circa 16 bulbi, mentre per ottenere un cucchiaio di stimmi, ne occorrerebbero almeno 40.