La lotta alla Xylella fastidiosa, il batterio che sta devastando gli ulivi del Salento, passa anche attraverso l’abbattimento degli ulivi stessi: è quanto ha deciso la Corte di Giustizia europea, in risposta al ricorso presentato presso il Tar del Lazio da alcuni olivicoltori pugliesi, preoccupati che la decisione già presa dalla Commissione europea nel 2015 non fosse eccessivamente drastica e non coerente con la normativa comunitaria.

E invece, niente da fare: per Bruxelles, l’abbattimento degli ulivi rappresenta una precauzione giustificata. “I pareri scientifici“, si legge nella nota della Corte di Giustizia, “non hanno dimostrato un sicuro nesso causale tra il batterio della Xylella e il disseccamento rapido degli ulivi ma solo una correlazione significativa. Tuttavia, il principio di precauzione può giustificare l’adozione di misure come la rimozione delle piante infette anche quando sussistano incertezze scientifiche al riguardo“. Inoltre, sottolineano sempre i magistrati dell’UE, “le misure più gravose adottate nei mesi scorsi hanno fatto seguito a provvedimenti meno drastici adottati dalla Commissione nel 2014 che non hanno consentito di impedire la propagazione della Xylella“. Gli ulivi che potranno essere legittimamente abbattuti non sono solo quelli infetti, ma anche quelli sani posti entro un raggio di 100 metri da quelli malati.

La sentenza arriva in un momento critico dell’emergenza Xylella in Italia. Dallo scorso dicembre, infatti, le operazioni di contrasto al batterio si sono quasi del tutto arrestate a causa dell’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Lecce, del Commissario straordinario all’emergenza Xylella, Giuseppe Silletti, che in seguito a ciò si è dimesso. A questo proposito, così si è espresso il Commissario alla Salute, Vytenis Andriukaitis: “I ritardi nell’attuazione delle misure hanno contribuito alla diffusione della malattia. L’Italia ha tutt’ora aperta una procedura d’infrazione sulla Xylella che potrebbe proseguire se continuassero a non essere attuate le misure UE“.

Ma la Coldiretti non ci sta, e senza troppi giri di parole accusa l’UE di giocare allo scaricabarile: “La Commissione Ue punta a rinviare l’intera partita sulla Xylella al Governo italiano e alla Puglia lavandosene le mani. Bruxelles ha invece gravi responsabilità a cominciare dagli inaccettabili ritardi nell’affrontare l’emergenza fitosanitaria causata dalle frontiere colabrodo che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto che ha causato un danno irreparabile all’olivicoltura pugliese“.