Nata negli anni 60 e rinnovata nel 2010, la dieta Weight Watchers è ancora considerata una delle migliori e, secondo gli esperti americani di U.S. News, è in assoluto la numero uno per dimagrire (leggi tutte le classifiche del 2014 della rivista statunitense).

Ideata da una casalinga americana circa 55 anni fa, trova nei gruppi di auto-aiuto il suo elemento caratterizzante: le riunioni Weight Watchers rappresentano un momento di incontro settimanale in cui chiarire i propri dubbi, confrontare i risultati raggiunti e trovare motivazione grazie anche al confronto con esperti di alimentazione e psicologia.

Per molti anni la solidarietà e lo spirito di emulazione del gruppo furono il suo elemento di forza rendendola la dieta più seguita al mondo. Ora è meno diffusa, ma resta più che valida dal punto di vista nutrizionale, grazie anche al recente aggiornamento.

Tra i tanti studi che negli anni hanno confermato la validità di questa dieta ricordiamo quello pubblicato da The Lancet nel 2011 realizzato dal Britain’s Medical Research Council (ente di ricerca indipendente) che ha messo a dieta 770 tra obesi e persone in sovrappeso, assegnando in modo casuale un regime del tipo tipicamente consigliato dai nutrizionisti o quello Weight Watchers, e seguendoli poi per un intero anno.

Il risultato è stato evidente: la perdita media di peso per gli aderenti alla Weight Watchers è stata di 5,1 kg contro i 2,2 degli altri, mentre consifderando solo i partecipanti che avevano seguito le diete scrupolosamente per l’intero periodo il calo era di 6,7 kg per chi aveva seguito la Weight Watchers, contro i 3,3 kg del gruppo di controllo. Infine, con riferimento alla percentuale di peso perso, il 61 per cento dei Weight Watchers era riuscito a perdere il 5 per cento o più del proprio peso iniziale, mentre per gli altri solo il 32 per cento aveva centrato questo obiettivo.

Ma incontri settimanali a parte, come funziona questa dieta? Si tratta di un regime bilanciato, ipocalorico (1200-1300 calorie al giorno), basato su un sistema a punteggio: ciascuno ha a disposizione un certo numero di punti da spendere nel corso della giornata e ogni alimento ha un punteggio predefinito.

Il capitale individuale di punti giornalieri viene calcolato tenendo conto dell’età, del sesso, della struttura fisica e del peso: man mano che si dimagrisce i punti aumentano, fino alla fase di mantenimento. Anche l’attività fisica viene incoraggiata perché consente di aumentare il proprio gruzzolo di punti quotidiani.

Invece il punteggio degli alimenti, nella nuova versione aggiornata,  viene calcolato tenendo presente il valore calorico e il contenuto di grassi, proteine, carboidrati e fibre valore nutritivo e indice di sazietà: i cibi con miglior valore nutritivo o che danno un più prolungato senso di sazietà hanno un punteggio inferiore a parità di calorie e macronutrienti. Quindi, tanto più un alimento è sano tanto più basso è il suo “costo” in termini di punti. Insalate e molta frutta e molte verdure hanno punteggio “0” e si possono aggiungere liberamente per completare i pasti (leggi qui per avere un esempio di menu giornaliero e scoprire i link per seguire i programmi online della versione Point plus)

Si può mangiare di tutto nelle giuste quantità, con la sola eccezione di alcolici e bevande gasate zuccherate. Altre regole riguardano il consumo di uova, non più di 4 a settimana, e formaggio, non più di 120 g a settimana, e la suddivisione dei pasti in colazione, pranzo, spuntino e cena che vanno consumati a orari regolari.

In Italia questa dieta era arrivata nel 1973 con una diffusione abbastanza capillare, nel 2006 però i 150 centri Weight Watchers del nostro Paese furono chiusi in modo abbastanza inaspettato. Due anni dopo alcuni degli ex dipendenti fondarono la Welcome Weight che riprende i principi di auto aiuto della casa madre anche se con una dieta ridisegnata (leggi qui per saperne di più)

Tra le diete in testa alle classifiche 2014, leggi anche:

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