Vivere a lungo, molto più a lungo rispetto al passato, spesso non comporta che si viva sempre in salute e bene. Secondo il Global Watchage Index, infatti, nel 2050 oltre due miliardi di persone sulla Terra avranno un’età che supera i sessant’anni ma saranno in aumento anche le malattie neurodegenerative e degenerative in generale e sarà in aumento anche la disparità di aspettativa di vita tra i Paesi più ricchi e quelli più poveri.

Con l’aumento dell’aspettativa di vita si porrà il problema di cercare soluzioni che possano far sì che si possa vivere a lungo ma farlo nel migliore dei modi. Vita più lunga significa infatti anche maggior bisogno di cure, per le patologie più disparate, e soprattutto per quelle legate all’età avanzata. Un problema che potrebbe, in senso assai più pratico, riflettersi in modo estremamente negativo anche sui bilanci degli Stati, in termini di spesa sanitaria da sopportare.

È anche per questo motivo che gli scienziati e i ricercatori stanno tentando di scovare una soluzione che possa aiutare la salute, in modo che si possa vivere a lungo ma bene, senza dover sopportare pesanti disagi. Alcuni di questi puntano sulle cellule staminali, sulle capacità rigenerative del sangue umano (sfruttando le infusioni di plasma giovane sugli anziani) e poi c’è anche chi sta cercando di formulare un vaccino.

Alcuni studiosi, come quelli coordinati dal biologo Joao Pedro De Magalhaes dell’Università di Liverpool, starebbero addirittura studiando le cellule della Balaena mysticetus (la balena artica), alla ricerca del segreto che permetterebbe a questi cetacei di riuscire a vivere anche oltre i duecento anni. L’equipe spera di trovare il meccanismo di resistenza al processo di invecchiamento e al cancro, un risultato che potrebbe essere ricavato dallo studio del genoma.

Fra gli altri animali studiati, in cerca di risposte su come vivere a lungo  bene, vi sarebbero anche la talpa senza pelo (che sembra essere immune al cancro) e il vespertilio di Brandt (un microscopico pipistrello).