Grazie a Chiara Dossi, donna trentottenne di Arco (Trentino), presto le visite fiscali potrebbero non essere più previste nei casi in cui si soffra di una patologia grave. Il Trentino ha appena approvato il Protocollo Chiara, che prende il nome proprio dalla donna che ha contribuito alla sua nascita e presto lo stesso protocollo potrebbe essere esteso al resto del territorio italiano. Ma andiamo con ordine.

Chiara Dossi, da alcuni mesi, sta combattendo contro un linfoma di Hodgkin. Poco tempo fa ha ricevuto una visita fiscale ma non è riuscita ad aprire la porta ai funzionari inviati dall’Inps poiché in quel momento stava molto male (stava smaltendo i postumi di un ciclo di chemioterapia). Per questo motivo le è stato chiesto di recarsi a Trento, che dista circa cinquanta minuti di macchina dalla sua abitazione. Un viaggio non facilmente affrontabile nelle sue condizioni ma che Chiara ha voluto compiere per parlare personalmente con i funzionari che l’avevano mandata a chiamare.

Nel frattempo però, la donna ha denunciato la questione sui social e con sua grande sorpresa, tutto si è risolto per il meglio, visto che gli stessi funzionari dell’Inps si sono schierati dalla sua parte e hanno capito che in casi di questo genere bisognerebbe chiudere un occhio sulle visite fiscali. Chiara non sa se la questione si sarebbe risolta altrettanto in fretta se non avesse denunciato tutto sulla rete ma sta di fatto che il protocollo Chiara è già in vigore in Trentino e almeno in quella regione non saranno più fatte visite fiscali nel caso in cui il soggetto sia affetto da malattie gravi come quella della donna.

Da parte loro, i funzionari Inps del Trentino hanno spiegato come le visite fiscali avvengano attraverso una selezione automatica informatizzata (in poche parole vengono scelte da un computer) ma ad ogni modo la vicenda di Chiara Dossi ha dimostrato come possano esistere anche esempi positivi di collaborazione tra cittadino e amministrazione locale.