Torniamo a parlare dello spauracchio di grandi e piccini in caso di malore o malessere: la visita medica. Abbiamo già visto che cos’è una visita medica (qui), ma che cosa accade quando entriamo nell’ambulatorio del medico?

Tanto per cominciare, il medico cerca di accertare quali sono i sintomi che abbiamo, sia chiedendoci cosa ci sentiamo “di sbagliato” sia tramite la rilevazione dei sintomi. Questo può avvenire in modi diversi, a seconda della nostra condizione.

LA RILEVAZIONE DEI SINTOMI

Il medico rileva i sintomi attraverso quattro operazioni:

  • L’ispezione, con la quale il medico osserva semplicemente le regioni corporee del paziente;
  • La percussione, con il quale il medico percuote con le dita certe zone corporee, deducendo dal suono prodotto (un suono chiaro o timpanico è indice di iperfonesi; un suono cupo è indice di ottusia) le condizioni degli organi sottostanti;
  • La palpazione, che si effettua apprezzando col tatto la consistenza di una superficie corporea e degli organi sottostanti;
  • L’auscultazione, che constiste col percepire con l’orecchio, con o senza l’aiuto di strumenti (stetoscopio o fonendoscopio), i rumori prodotti dagli organi durante il loro funzionamento (in genere, il cuore e i polmoni).

LA CURIOSITA’: PERCHE’ DIRE TRENTATRE?

E’ questa una manovra della vecchia tecnica di auscultazione. La voce del paziente, propagandosi lungo l’albero respiratorio, si trasmette al torace e produce un fremito che si può percepire appoggiando sul torace una mano. Il fremito è più evidente quando si pronunciano parole ricche di consonanti come la “r”; di qui la consuetudine di far dire “trentatré” al paziente. Poiché il fremito aumenta o diminuisce  in determinate affezioni polmonari, la manovra consente di raccogliere un sintomo utile per la diagnosi.