Il virus Zika continua a spaventare e costringe a tenere alta la guardia. Un vaccino contro di lui e i suoi effetti (si teme soprattutto per la microcefalia che può provocare nei neonati) ancora non esiste e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto sapere che la sperimentazione di un siero efficace potrebbe non avvenire prima di diciotto mesi.

Tutto questo mentre in Brasile si registra la terza vittima adulta del virus Zika, una giovane di appena venti anni., ricoverata in ospedale per problemi respiratori lo scorso 11 aprile del 2015 e morta dodici giorni dopo. Stesso trend anche in Venezuela, dove sono state annunciate le prime vittime legate proprio al virus Zika. Le morti, in Venezuela, sarebbero almeno tre mentre i contagiati mentre gli infettati dal virus avrebbero raggiunto quota sessantotto. Ma a quanto pare per il vaccino occorrerà ancora diverso tempo, perché la sperimentazione su larga scala potrebbe non partire prima di un anno e mezzo, come minimo.

Oltre a provocare la microcefalia nei neonati quindi, il virus Zika può diventare letale anche sugli adulti. È per questo che la Presidentessa del Brasile, Dilma Rousseff ha chiesto aiuto a tutte le chiese del suo Paese, affinché rendano i fedeli parte attiva nella lotta contro il virus Zika e contro la zanzara indicata come la colpevole della sua diffusione.

Il virus Zika sarebbe arrivato anche negli Stati Uniti: il Maryland avrebbe infatti confermato la presenza di un paziente contagiato ma l’uomo sarebbe tornato da un viaggio dal Sudamerica, dove molto probabilmente ha contratto il virus.