Primo caso di Virus Zika registrato in Emilia-Romagna, a Rimini: ad averlo contratto è un uomo 30enne originario dalla stessa città romagnola e rientrato lo scorso 31 gennaio da un viaggio a Santo Domingo.

L’uomo avrebbe iniziato a manifestare i primi sintomi – del tutto simili a quelli di una classica influenza – a qualche giorno di distanza dal suo rientro nella penisola: febbre alta, congiuntivite e dolori articolari, lo stesso il 3 febbraio si è rivolto presso il suo medico di base il quale, valutando i sintomi e in particolar modo il luogo particolarmente  a rischio virus Zika dove ha trascorso le vacanze, gli ha prescritto degli accertamenti specifici presso il Dipartimento di microbiologia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna.

Sospetti del tutto confermati dagli esami del sangue ai quali è stato sottoposto l’uomo: contagiato dalla “febbre Zika”, trasmessa attraverso la puntura di una zanzara infetta mentre si trovava nel Paese latinoamericano.

L’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, spiega che nonostante questo caso la vigilanza resta sempre alta: la situazione in Emilia-Romagna, infatti, è sempre sotto controllo sin da quando è stato attivato un Piano di sorveglianza per controllare le malattie trasmesse da insetti, nel 2007, il quale “è in grado di gestire e limitare eventuali focolai di trasmissione autoctona di questo virus”.

Ad oggi sono circa 10 in tutto i casi accertati in Italia, che ora stanno bene ma che hanno contratto il virus durante un soggiorno all’estero.

Virus Zika: Brasile contro l’aborto in caso di contagio

Con il passare dei mesi i numeri dei contagiati dal virus Zika continua a crescere: anche la Cina ha confermato il primo caso di infezione – in un uomo che aveva di recente viaggiato in Venezuela – ma ad avere registrato il numero più alto – oltre, ovviamente, ai paesi sudamericani – sono gli Stati Uniti con 50 casi in 13 diversi stati, tra cui una persona è stata contagiata sessualmente dal compagno, una volta che anche quest’ultimo è tornato da un viaggio in Venezuela.

Il virus Zika può avere delle serie conseguenze nelle donne durante la gravidanza in quanto è stato provato come il contagio da zanzare infette dal virus possa causare microcefalia nel feto: visti i casi sempre più crescenti in Brasile, nonostante siano stati stanziati i fondi per un vaccino, lo stesso ministero della Sanità avrebbe fatto sapere che non darà la possibilità di aborto per i casi di microcefalia fetale causata dallo stesso virus. Questo perché, come spiegato dal ministro della Sanità Marcelo Castro “non possiamo avere altra difesa che non sia quella rigida della legge. La legislazione brasiliana permette l’aborto solo in specifiche situazioni, che non includono la microcefalia”.

Di opinione del tutto differente, invece, è l’Organizzazione mondiale per la Sanità (OMS) la quale spiega invece che le donne incinta affette dal virus e che decidono di interrompere la gravidanza per paura che il feto soffra di microcefalia, “dovrebbero avere accesso a servizi per un aborto sicuro a norma di legge”.