L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme sul virus Zika, che in America potrebbe far registrare fino a tre o anche quattro milioni di casi. Lo afferma Marcos Espinal, direttore dell’Oms per le malattie infettive nel continente americano. Questo perché la popolazione non sarebbe fornita di alcuna immunizzazione contro il virus Zika, provocandone dunque l’espansione a macchia d’olio.

Il virus Zika è temuto soprattutto perché può provocare microcefalia nei neonati (qualora il virus contagi una donna in stato di gravidanza e si sviluppi in infezione), sembra essere partito soprattutto da Paesi come il Brasile (e altri sudamericani) e viene veicolato attraverso la puntura di una zanzara. Gli Stati colpiti, almeno per il momento, dovrebbero essere circa ventisei: si va dalla zona dei Caraibi all’America Latina ma alcuni casi sono giunti persino in Italia, dove la scorsa primavera sono state colpite alcune persone che rientravano da un viaggio in Brasile.

L’emergenza virus Zika non è affatto da sottovalutare quindi. È per questo motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di convocare un comitato d’emergenza, programmato per il prossimo primo febbraio. In realtà l’allarme riguarda soprattutto le donne incinte e la possibilità che il feto possa subire dei danni, provocando la microcefalia nei neonati. In tutti gli altri casi, il virus dovrebbe provocare soltanto effetti blandi curabili in assoluta tranquillità, così come si potrebbero curare una normale influenza oppure un’eruzione cutanea.

Il virus Zika non sarebbe neppure una novità recente. Sarebbe stato isolato per la prima volta nel 1947 ma l’allarme su di esso è scattato solo recentemente, quando in Brasile sono aumentati i casi di microcefalia nei neonati, tanto da far insospettire la comunità scientifica e da spingerla ad indagare oltre, fino a scoprire che la causa, forse, potrebbe essere individuata proprio nel virus Zika.