Potrebbe esservi il virus Zika alla base dell’epidemia di microcefalia che nel 2015 si è verificata in Brasile. La microcefalia è una malformazione neurologica che porta ad una crescita ridotta sia del cervello sia della circonferenza del cranio ma che in genere non si associa a problemi cognitivi. La microcefalia, nei casi più gravi, può però condurre a ritardi mentali, paralisi degli arti oppure ad epilessia ed è per questo che può risultare particolarmente ostica.

Visto il gran numero di casi che nel 2015 si sono verificati in Brasile, le autorità stanno cercando di capire il motivo per cui si è verificato tutto ciò e la risposta più accreditata potrebbe essere proprio quella che vede la causa nel virus Zika. I casi sospetti nel Paese sudamericano sarebbero quasi tremila (circa quaranta i decessi) per il 2015 mentre per il 2014 sarebbero stati solo – si fa per dire – 147.

Il virus Zika si chiama così perché sarebbe stato intercettato nella scimmie che vivono nella foresta ugandese di Zika e sarebbe trasmesso dalla zanzare Aedes Aegypti ed Aedes Albopictus. Al momento, però, non è certo che l’epidemia di microcefalia sia stata provocata proprio dal virus Zika anche perché il gran numero di casi si è verificato soltanto in Brasile e non in altri Paesi sudamericani e oceanici in cui il virus Zika è comunque presente.

Quando si manifesta un’infezione provocata dal virus Zika le conseguenze non sono così serie in genere: compaiono una lieve febbre, delle eventuali eruzioni cutanee e fastidi quali mal di testa o dolore alle articolazioni. Il problema potrebbe sorgere per le donne che contraggono il virus Zika in gravidanza, con il pericolo che il feto nasca poi con la microcefalite.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già emanato un’allerta epidemiologica e l’attenzione è alta anche in Europa. Si teme infatti che i casi possano aumentare e che il virus Zika possa espandersi anche in altri territori.