Il virus Zika inizia a fare paura, ma per fortuna in Italia si vive una situazione abbastanza tranquilla. L’infezione è portata dalle famigerate zanzare tigre, che succhiando il sangue di una persona infetta lo trasportano, con il medesimo processo, ad una invece sana. I contagi possono avvenire anche per via sessuale e con le trasfusioni, ma ovviamente si tratta di situazioni dove l’uomo può intervenire.

I sintomi dell’infezione sono gli stessi delle altre malattie della stessa famiglia come dengue e chikungunya. Finora, nel 2016, sono stati registrati quattro casi in Gran Bretagna, tre nello Stato di New York, negli Stati Uniti d’America. Per quanto concerne l’Italia, invece, i casi sono stati quattro a marzo 2015, tutti risolti positivamente.

Si tratta di un virus meno letale di Ebola, ma la preoccupazione delle autorità sanitarie mondiali resta: due casi sono stati segnalati anche in Spagna, anche se gli epidemiologi tranquillizzano sottolineando che non si tratta di un virus naturalmente presente in Europa e non vi sono evidenze di trasmissione da uomo a uomo. Il motivo di maggiore preoccupazione è dovuto al fatto che, finora, il virus Zika ha colpito spesso i feti delle donne incinta, portando alla comparsa di gravi patologie nei neonati, come la microcefalia fetale.

In Brasile sono 3.893 i casi sospetti di microcefalia causata da Zika: ad oggi, sono 22 i paesi dell’America Latina dove il virus è presente. Al momento non esiste una cura per l’infezione. Motivo per il quale molti enti governativi, Oms e Organizzazione panamericana per la salute su tutte, stanno portando avanti studi internazionali per poter arrivare a risultati concreti nel più breve tempo possibile.