Torniamo ad occuparci del virus Zika che in Brasile sarebbe accusato di aver provocato numerosi casi di microcefalia nei neonati. Ricordiamo anche che la microcefalia La microcefalia è una malformazione neurologica che porta ad una crescita ridotta sia del cervello sia della circonferenza del cranio ma che in genere non si associa a problemi cognitivi. Nei casi più gravi può però condurre a ritardi mentali, a paralisi degli arti oppure ad epilessia.

Per quanto riguarda invece più propriamente il virus Zika, questo si chiamerebbe così perché sarebbe stato intercettato nella scimmie che vivono nella foresta ugandese di Zika e sarebbe trasmesso dalla zanzare Aedes Aegypti ed Aedes Albopictus.

Il governo brasiliano ha deciso di correre ai ripari e ha stanziato un fondo affinché sia trovato un vaccino che possa debellare il virus Zika il prima possibile. Ad essere in pericolo a causa del virus sono le donne in gravidanza, che potrebbero mettere al mondo bambini che soffrono appunto di microcefalia. Dallo scorso mese di ottobre nel Paese sarebbero infatti nati almeno 3.500 bimbi affetti da questa malformazione (che porta ad avere la testa più piccola del normale, con pesanti ripercussioni anche sul cervello).

L’allarme virus Zika sarebbe talmente alto da costringere gli Stati Uniti a sconsigliare i viaggi in Brasile alle donne in stato di gravidanza. Il Brasile non è però l’unico Paese interessato dai casi di microcefalia probabilmente causati da questo virus. Nella lista degli Stati a rischio vi sono anche Colombia, El Salvador, Guiana francese, Guatemala, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Puerto Rico, Suriname e Venezuela.