Will Pooley, l’infermiere che lavorava come volontario in Sierra Leone e primo individuo britannico colpito dal virus dell’Ebola, è stato dimesso dal Royal Free Hospital di Londra. Dopo il medico e l’infermiera americani (ne avevamo parlato qui), anche Pooley è guarito guarito completamente dal virus dopo essere stato sottoposto alle cure mediche con il farmaco sperimentale Zmapp. In conferenza stampa Pooley ha precisato anche che i sintomi della malattia non avevano raggiunto lo stadio più grave, in grado di impedire la guarigione e le speranze di poter sopravvivere.

Nel momento in cui Zmapp venne somministrato ai due americani Kent Brantly e Nancy Writebol, i test sul farmaco non erano ancora stati terminati, tant’è che il siero non era stato in grado di curare il sacerdote spagnolo e il dottore liberiano entrambi deceduti. Viste le piccole vittorie ottenute nelle ultime settimane con la sperimentazione dello Zmapp, il governo americano ha deciso di accelerare ancor di più le ricerche per lo sviluppo del siero in grado di curare dell’Ebola. Secondo quanto annunciato dal Ministero della Salute, il progetto su Zmapp sarà finanziato con un contratto da 42,3 milioni di dollari.

Mentre l’America è impegnata a testare definitivamente lo Zmapp, anche in Italia si cercano valide cure contro il virus dell’Ebola che sta continuando ad espandersi. E’ di ieri la notizia che a pochi passi da Roma è nato un nuovo farmaco, prodotto negli stabilimenti di Okairos/Advent presso l’Irbm Science Park a Pomezia, che verrà sperimentato nelle prossime settimane in Usa e Gran Bretagna.

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