Thomas Eric Duncan, 42 anni, il paziente ‘0’, è morto. Era in isolamento dal 28 settembre ricoverato  in un ospedale di Dallas ed era il primo a cui era stato diagnosticato il virus negli Stati Uniti. Ad annunciare la sua scomparsa il Texas health presbyterian hospital.

Maria Teresa Romero invece, l’infermiera spagnola che ha contratto l’Ebola dopo aver assistito il missionario Manuel Garcia Viejo ha spiegato come ha preso il virus: “Credo che l’errore possa essere stato nel momento in cui mi sono tolta la tuta, lo vedo come il passaggio più critico nel quale può esserci stato il contagio” ha detto al telefono al quotidiano spagnolo El Pais dall’ospedale Carlo III-La Paz di Madrid. L’infermiera si è quindi sfregata il viso mentre si toglieva la tuta isolante, “Non so come sia potuto accadere. Spero di riuscire a uscirne, devo uscirne” ha aggiunto.

Il marito della donna è finito in quarantena mentre sorte peggiore è capitata al loro cane, Excalibur, che è stato soppresso nonostante il no dell’uomo e le proteste di diverse associazioni animaliste.

Intanto per quanti riguarda l’epidemia, in Liberia il personale delle Nazione unite vedono il secondo caso di Ebola al loro interno, la Gran Bretagna ha inviato 750 soldati, una nave medica e tre elicotteri in Sierra Leone, mentre negli Usa i media informano che i passeggeri che provengono da paesi colpiti dall’epidemia, Liberia, Sierra Leone e Guinea, verranno sottoposti alla misurazione della febbre. La Banca mondiale ha fatto sapere che l’impatto economico dell’epidemia potrebbe arrivare a 32,6 miliardi di dollari verso la fine del 2015 se non si riuscirà a fermarla.

Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell’Oms per l’Europa ha dichiarato: Casi sporadici della malattia da virus Ebola in Europa sono inevitabili. E questo è dovuto ai viaggi tra l’Europa e i paesi colpiti. Tuttavia il rischio di una propagazione di Ebola in Europa è evitabile ed estremamente flebile. I paesi europei sono tra quelli, nel mondo, meglio preparati a rispondere a una febbre emorragica virale, compresa Ebola”.

In Italia il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha rassicurato la popolazione: “Il nostro Paese non sta vivendo un allarme. Ho chiesto che ci sia una riunione della commissione salute in Europa per capire se possiamo immaginare nuovi tipi di tracciabilità per i passeggeri che vengono dai Paesi colpiti”.

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