Gli Usa lanciano l’allarme: entro gennaio 2015 i casi Ebola che si stanno verificando in Africa occidentale – ed in particolar modo in Sierra Leone e Liberia – potrebbero salire a quota 1,4 milioni. Questo è lo scenario peggiore che possa accadere, delineato dal Centers for Disease Control and Prevention, che prevede altresì come i casi possano già raggiungere la cifra di 21 mila entro il mese di settembre.

Il Cdc, però, non si è limitato a delineare un quadro catastrofico della situazione: il Centro ha previsto anche un probabile risvolto positivo dell’epidemia, poiché se le vittime venissero tutte sepolte in modo corretto e il 70% dei pazienti fossero curati in ambienti con basso rischio di trasmissione, l’epidemia potrebbe essere definitivamente debellata entro lo stesse mese di gennaio 2015.

Attualmente il bilancio delle vittime stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di 2.811 morti e le persone che sono state colpite, in totale, sarebbero 5.864. Anche l’Italia e l’Europa si stanno muovendo per affrontare l’emergenza. Ieri a Milano si è tenuto un meeting informale dei Ministri della Salute europei, durante il quale sono state prese decisioni in merito ai prossimi interventi nei Paesi dell’Africa occidentale colpiti dall’epidemia di febbre emorragica.

photo credit: EU Humanitarian Aid and Civil Protection via photopin cc