C’è un caso sospetto di ebola in Canada. Si tratta di una persona che è rientrata dalla Nigeria con la sintomatologia tipica del virus. Lo stato dell’Ontario ha fatto sapere che non c’è allarme e che il paziente è stato già messo in quarantena, in attesa di esami che possano escludere che si tratti di un’altra malattia.

Il ministro della Salute dello Stato canadese, Eric Hoskins, ha assicurato che, dopo lo scoppio della pandemia in Africa, “sono state prese tutte le misure del caso. A partire dall’esperienza dell’influenza aviaria, i nostri ospedali hanno sviluppato sistemi di controllo contro le infezioni molto sofisticati”. 

In Nigeria, invece, nove sono i casi di ebola, due dei quali mortali. Ieri è stato proclamato lo stato di emergenza nazionale. Gli Stati Uniti hanno deciso di aumentare l’assistenza, inviando personale e materiale per affrontare la possibile epidemia del virus. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in realtà, i casi in Nigeria sarebbero 13. Vengono confermati i due mortali.

L’Africa Occidentale è la zona colpita da ebola. Già molti i morti. Un caso si registra pure in Europa: un missionario spagnolo che era proprio nel Continente Nero e che ora è rimpatriato. Dagli Stati europei arriva comunque la rassicurazione: “Il virus non riesce ad arrivare in Europa: il viaggio aereo è troppo lungo”.