Se vi trovate spesso a fantasticare sull’idea di mettervi in viaggio da soli (o da sole), magari in qualche posto remoto del pianeta, ma poi vi lasciate scoraggiare dalla paura (dell’imprevisto, dello straniero, di tutti gli eventi negativi che la ragionevolezza suggerisce), mettetevi il cuore in pace: preoccuparsi è umano. Io stessa, “traslocatrice solitaria intercontinentale”, a volte mi sono lasciata un po’ intimidire dal fatto di essere una donna sola in giro per il mondo, anche se a dire il vero non è mai successo nulla di spiacevole. E – nonostante tutto – a volte ancora sono restia a recarmi da sola in certi posti dove le donne non godono di tutta questa indipendenza…

Tuttavia sono rimasta di recente affascinata e conquistata dalla figura di una scrittrice e viaggiatrice solitaria, Dervla Murphy, irlandese, classe 1931.

CHI E’ DERVLA MURPHY?

Autrice del famosissimo “Full Tilt” (peraltro, il suo primo libro di una lunga serie), nel quale racconta la sua prima esperienza di viaggiatrice solitaria partendo dall’Irlanda in bicicletta e finendo poi per attraversare tutta l’India, tra le imprese di Dervla Murphy ve ne sono alcune che fanno restare a bocca aperta. Nel 1968, ad esempio, attraversò l’Etiopia da sola con un mulo, fingendosi un uomo (potete leggere la sua avventura in “In Ethiopia with a mule“). Rischiò di annegare, di essere lapidata da alcuni mullah, e – mai sposata – quando ebbe una figlia se la portò con sé attraverso l’India, il Baltistan, il Sudamerica e il Madagascar. In uno dei suoi libri ha scritto: “Se hai con te un bambino dimostri alle varie comunità che ti fidi delle loro intenzioni“. E se vi capita di prendere per mano uno dei suoi 23 libri, troverete delle fonti di ispirazione preziose e tante informazioni utili.

LE DIECI REGOLE D’ORO DI DERVLA

Dervla Murphy, nella sua vita, ha accumulato esperienze sufficienti per fornire molto più di qualche saggio consiglio ai viaggiatori, uomini, ma soprattutto a donne come lei, sempre le più restie ad avventurarsi “fuori” da sole. Lei, che di un uomo al suo fianco non ha mai avuto bisogno, è la dimostrazione vivente che per viaggiare da sole basta essere adattabili, schiette, pazienti e di parola. Da qui, dieci regole d’oro per tutti i viaggiatori solitari in angoli remoti del globo:

  1. Scegliete il Paese, poi cercate sulle guide le zone più frequentate da stranieri, e andate nella direzione opposta. Il viaggiatore, infatti, non è un turista: il viaggiatore ha bisogno di spazio, solitudine, silenzio.
  2. Studiate bene la storia. Viaggiare ignorando la storia di una regione impedisce di capire le motivazioni di eventi e comportamenti. Prima del viaggio imparate il più possibile sui tabù religiosi e sociali, e una volta sul luogo rispettateli scrupolosamente.
  3. Viaggiate da soli, o al massimo con un bambino. In certi Paesi due adulti che viaggiano insieme possono dare l’impressione di volersi proteggere reciprocamente, e allora l’accoglienza diventa meno spontanea e completa. Se hai con te un bambino, invece, dimostri di avere fiducia nella benevolenza delle comunità che visiti.
  4. Non fate troppi piani. Non è necessario e neppure desiderabile che all’alba sappiate già dove sarete al tramonto. In zone poco abitate  portate con voi una tenda leggera e un sacco a pelo. n altre situazioni affidatevi per il riparo notturno alla buona sorte: gli abitanti dei villaggi si dimostrano sempre ospitali con chi si fida di loro.
  5. Siate autonomi, o comprate un animale da soma. In vista di lunghi percorsi lontano da strade e città comprate un animale da soma per il cibo, l’equipaggiamento da campo e naturalmente vostro figlio, se è troppo piccolo per camminare tutto il giorno. E’ importante viaggiare leggeri. Il 75% dell’equipaggiamento che si trova nei negozi per campeggio è superfluo. Le cose indispensabili sono tre: tenda leggera, sacco a pelo adatto al clima e fornello portatile.
  6. Se c’è con voi un animale da soma, informatevi bene sul tipo di terreno. Un luogo di accampamento buono per voi può essere un disastro per un cavallo o un mulo affamato. In tal caso dovete proseguire, magari fino a un luogo poco adatto per umani ma che offra un buon pascolo.
  7. I rapporti nel cyberspazio compromettono la vera evasione. Lasciate a casa cellulare, computer portatile, iPod o ogni altro collegamento del genere con la famiglia, amici e colleghi di lavoro. Concentratevi sul luogo in cui vi trovate e intrattenetevi con gli stimoli immediati, con il mondo tangibile che vi circonda.
  8. Non fatevi inibire dalla barriera della lingua. L’ignoranza della lingua locale ostacola gli scambi di idee, ma sul piano pratico non ha rilevanza. I nostri bisogni di base – dormire, mangiare, bere – possono sempre essere indicati a gesti o con suoni che vengono compresi ovunque.
  9. Siate prudenti, ma non timidi. L’idea che solo persone audaci o sconsiderate intraprendano viaggi solitari fuori dagli itinerari battuti è priva di fondamento. In realtà chi evade è molto cauto; la prudenza è una sua caratteristica tipica e un elemento essenziale per la sopravvivenza.
  10. Investi nelle cartine migliori. E qualsiasi cosa tu faccia, non dimenticare la bussola.

Buon viaggio!