Il Nord Italia, e soprattutto il Nord Est, è per convenzione e tradizione il cuore industriale del nostro paese, ma certamente non il suo polmone verde, almeno nell’immaginario popolare. E invece, secondo l’indagine Istat “Dati ambientali nelle città”, effettuata ogni anno in 116 Comuni capoluogo di provincia con lo scopo di monitorare la qualità dell’ambiente nelle città, è proprio il settentrione a vincere la sfida del verde urbano: a fronte di una media nazionale pari a 31 mq di verde, ogni cittadino del Nord ne dispone in media di 34,8 mq, quelli del Sud-Isole di 33,7 e quelli del Centro di 22,7.

Naturalmente, le tre grandi macroregioni d’Italia contengono al loro interno notevoli differenze. Al Nord, per esempio, i numeri sono influenzati dall’enorme quantità di verde urbano a disposizione a Trento (401,5 mq), Sondrio (312,4 mq) e altre città superiori ai 100 mq come Pordenone, Gorizia e Verbania. Stesso discorso per il Mezzogiorno, dove città come Matera e Potenza, che contengono all’interno dei confini cittadini delle aree forestali e dei parchi archeologici, contribuiscono grandemente a risollevare una situazione per altri versi molto negativa: basti pensare che quasi un terzo dei capoluoghi del Sud e delle Isole riserva ai propri cittadini meno dei 9 mq previsti dalla legge.

Nel triennio 2011-2014, le città che hanno maggiormente ampliato il proprio verde urbano sono Roma (1,9 milioni di mq in più), Milano (1,1 milioni) e Rimini (poco meno di un milione). Tra i grandi comuni, anche in presenza di valori assoluti notevoli (a Roma i mq di verde urbano sono oltre 45,6 milioni, a Milano 22,8 milioni, a Torino 19,5, a Bologna e Napoli 11,1 milioni), le dotazioni di verde urbano pro capite sono ridotte, in virtù del numero degli abitanti: in media sono disponibili 19,3 mq per abitante a fronte dei 47,1 m2 dei capoluoghi di medie e piccole dimensioni.

Oltre la metà dei capoluoghi presi in esame ha uno specifico “profilo verde”, ovvero valori superiori alla media in almeno una di queste tre voci: superfici destinate a verde urbano (18 città), aree naturali protette (19 città), superfici destinate a uso agricolo (28 città). Le uniche quattro città che si collocano sopra la media in tutte e tre queste voci sono Pavia, Lodi e Cremona – in virtù soprattutto delle aree agricole e aree protette – oltre a Matera, grazie soprattutto al parco archeologico delle chiese rupestri e ad altre aree protette.