L’Italia scopre il gusto di essere vegani e vegetariani: grazie al boom di presenze ai due festival dedicati al tema del mangiar etico – il Veganch’io di Vimercate (MB) ed il Festival Vegetariano di Gorizia -, la notizia è rimbalzata su molti TG e siti d’informazione, come se all’improvviso ci si fosse accorti di un popolo invisibile che vive senza cibarsi di animali.

Se è vero che l’Italia è una delle nazioni in Europa che maggiormente simpatizza con la filosofia del vegetarianesimo (i dati ufficiali di Eurispes parlano del 6% della popolazione), i numeri di questi due appuntamenti a loro dedicati sono difficili da ignorare e riportano alta l’attenzione generale sia sui temi della salute che di quelli ecologici legati all’alimentazione: in soli tre giorni, il Festival Vegetariano di Gorizia ha visto la partecipazione di oltre 40mila visitatori. Merito anche degli ospiti illustri e di testimonial del calibro di Jacopo Fo, Massimo Cirri, Simone Salvini, Mario Tozzi, Don Pasta e Diego Parassole, ma soprattutto di un nuovo modo di vedere l’alimentazione in connubio con l’informazione.
Quest’anno il Festival ha davvero raggiunto la maturità – ha dichiarato il direttore della manifestazione, Massimo Santinelli -: abbiamo potuto vedere tantissima curiosità, grande partecipazione, sale sempre piene e un clima di grande serenità“.

Non è stata da meno la kermesse brianzola Veganch’io, con un’organizzazione meno vistosa (quest’anno le presenze sono state circa 2mila) ma sicuramente meta di amanti degli animali, attivisti antispecisti e di volontari: la manifestazione continua a crescere di anno in anno, e quest’anno si è persino guadagnata un servizio del TG1 nazionale (lo potete vedere in fondo alla pagina). E sono sempre di più le fiere, le sagre, le fiere vegetariane e vegane in tutta Italia che contribuiscono ad avvicinare i neofiti all’alimentazione consapevole, riuscendo a smuovere le coscenze e a far crollare poco a poco lo scetticismo generale su un tipo di alimentazione che non è meno gustosa e varia di quella “tradizionale”.

Il tutto va ad inserirsi in un quadro in cui è stato dato molto risalto alla notizia dell’introduzione sperimentale, in più di un centinaio di scuole milanesi, di un menu’ vegano almeno una volta la settimana, in cui i bambini potranno felicemente fare a meno delle proteine animali con pasti equilibrati e pensati per il loro fabbisogno nutrizionale.

Insomma, ben venga. Queste iniziative di sensibilizzazione cominciano a raggiungere un pubblico sempre più vasto e c’è solo da rallegrarsene. Il rischio, però, è che vengano presentate come manifestazioni un po’ bizzarre, lontane dalla “normalità” e dunque come scelte poco praticabili nella vita quotidiana. Niente di più lontano dalla realtà… parola di veg!