La meningite è una malattia che colpisce le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale, le meningi, provocandone l’infiammazione. I microorganismi responsabili della patologia possono essere di tipo batterico che virale. La forma più comune di meningite è proprio quella virale, che tuttavia non comporta gravi conseguenze e tende a risolversi spontaneamente in una decina di giorni. La meningite batterica, seppur più rara, è invece la forma più temibile, che può addirittura portare a esiti fatali. L’80% dei casi di meningite batterica è provocato da tre agenti patogeni: l’Haemophilus influenzae di tipo B, lo Streptococcus pneumoniae e la Neisseria meningitidis, detta anche meningococco. Tra questi, il più pericoloso è il meningococco, responsabile della cosiddetta meningite ‘fulminante’. Esistono tuttavia vari ceppi di questo batterio, più o meno aggressivo a seconda dei casi. I più diffusi in Italia sono i ceppi B e C, responsabili di numerosi casi verificatisi negli ultimi anni.

Ad oggi, il vaccino è l’unico mezzo di prevenzione efficace per evitare di contrarre la malattia. Attualmente sono disponibili 3 tipi di vaccini: uno contro la meningite di tipo C, un altro contro il tipo B e un vaccino tetravalente antimeningococco A, C, W135, Y. Nessuno di questi contiene il batterio attivo, quindi è impossibile che  si verifichino casi di meningite da vaccino. La loro efficacia è inoltre piuttosto elevata, compresa tra il 92% ed il 97%, dati che, considerata la gravità delle conseguenze della meningite, sottolineano l’importanza di sottoporre i bambini alla vaccinazione. Sono infatti proprio i più piccoli i soggetti più a rischio, mentre, superata l’adolescenza, le probabilità di contrarre la meningite calano drasticamente.

In linea di massima, è possibile affermare che il vaccino contro la meningite è ben tollerato dall’organismo. Come per tutte le vaccinazioni, anche queste possono tuttavia dar luogo ad effetti collaterali transitori. Gli effetti indesiderati più comuni comprendono gonfiore, rossore e dolore nel punto è stata effettuata l’iniezione. Questo tipo di sintomo solitamente si risolve in un paio di giorni, ma talvolta può essere accompagnato da febbre (specialmente nel caso di vaccino anti meningococco B), sonnolenza, mal di testa, nausea e malessere generale. Soltanto in alcuni rari casi sono state infine riscontrate reazioni allergiche di varia entità, che possono arrivare a comprendere anche lo shock anafilattico.