La meningite di tipo B, detta anche “meningite fulminante”,  è causata da un tipo particolare di meningococco (o batterio Neisseria meningitidis), ovvero il meningococco del gruppo (o sierogruppo) B. Questo colpisce soprattutto i bambini piccoli e, dopo il primo anno di età, le possibilità di contrarre l’infezione B calano vertiginosamente. L’arma più efficace per prevenire la meningite batterica, responsabile di diversi casi letali in Italia, rimane tuttavia il vaccino.

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato l’immissione in commercio del vaccino contro il meningococco B solo nel 2013. Questo ha fatto sì che sia rimasto escluso dal piano vaccinale 2012-14, restando tuttavia disponibile presso i Centri Vaccinali di tutta Italia, dove è stato distribuito in maniera gratuita a soggetti in età pediatrica considerati a rischio, o a pagamento per tutti gli altri casi.

Nell’immediato futuro, le cose potrebbero tuttavia cambiare: il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-19 ha infatti incluso l’anti meningococco B tra i vaccini offerti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale.

Il vaccino contro il meningococco B sarà quindi presto raccomandato per i bambini più piccoli a livello nazionale. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare:

  • 3 dosi entro l’anno (prima dose a due/tre mesi) e un richiamo entro i 2 anni, se si procede al vaccino prima dei 6 mesi;
  • 2 dosi entro l’anno e un richiamo nel secondo anno di vita, se il vaccino viene somministrato tra i 6 e i 12 mesi;
  • 2 dosi e un richiamo se si ricorre alla vaccinazione tra 1 e 2 anni;
  • 2 dosi dopo i due anni

Essendo la meningite di tipo B particolarmente frequente tra i bambini molto piccoli, al di sotto dell’anno di età, prima si comincia a vaccinare, maggiore sarà la protezione offerta. Il nuovo Piano Nazionale Vaccini prevede quindi la sua somministrazione in 3 dosi entro il primo anno di vita.

Il vaccino contro il meningococco B andrà alternato alle consuete vaccinazioni raccomandate nel primo anno di vita.  Il nuovo calendario 2017-2019 suggerisce ad esempio questa sequenza: esavalente più pneumococco a tre mesi;  MenB dopo 15 giorni (tre mesi e mezzo); nuovo MenB dopo un mese (quattro mesi e mezzo); esavalente più pneumococco dopo altri 15 giorni (cinque mesi); MenB dopo un altro mese (6 mesi).

Trattandosi di un vaccino di nuova introduzione, molti sono tuttavia i genitori che si interrogano sui possibili effetti collaterali del MenB. Come per le altre vaccinazioni, cominciamo col dire che la reazione avversa più rilevante è la febbre. Si tratta comunque di una condizione temporanea, che si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni. Altre reazioni avverse possono poi includere dolore, gonfiore e indurimento in sede  di iniezione; irritabilità e malessere generale. Reazioni avverse più gravi (come ad esempio il manifestarsi di convulsioni) sono decisamente molto rare e, in ogni caso, precisano gli esperti, non lasciano strascichi sul bambino.

Possiamo quindi concludere che il vaccino contro la meningite di tipo B è sicuro e, pur non essendo in grado di proteggere dalla totalità dei ceppi di meningococco B, offre comunque una significativa protezione dall’infezione che, lo ricordiamo, può essere molto aggressiva e rivelarsi addirittura fatale.