Come ogni autunno, ecco che in molti si interrogano sulla possibilità di sottoporsi ad un vaccino antinfluenzale, così da evitarsi questa fastidiosa infezione e i suoi antipatici sintomi nei mesi a venire. C’è un gran dibattito attorno all’utilità delle immunizzazioni (questo il termine corretto), ed in particolare molto polemiche sono nate sull’utilità effettiva di quella influenzale, specialmente per i bambini.

IMMUNIZZAZIONE: COME FUNZIONA?

Cominciamo con il capire come funziona un “vaccino”, o immunizzazione: si tratta di un processo che dovrebbe stimolare l’organismo a reagire a una forma non aggressiva della malattia, consentendogli così di sviluppare e difese necessarie a riconoscerla e a debellarla in seguito, anche in forme più aggressive.

LE VACCINAZIONI NEI BAMBINI

Attualmente sono disponibili per i bambini i vaccini per le 12 malattie infantili, che vanno somministrati secondo una precisa scala cronologica:

  • Epatite B
  • Difterite, tetano, pertosse
  • Haemophilus influentia tipo B (meningite batterica)
  • Malattia da pneumococco
  • Epatite A
  • Morbillo, parotite, rosolia
  • Varicella

Da come si vede, il vaccino per l’influenza non rientra tra quelli generalmente proposti dalla profilassi di medicina preventiva.

VACCINO ANTINFLUENZALE: A CHI E’ CONSIGLIATO?

Tanto per cominciare, il vaccino antinfluenzale non viene consigliato a tutti: in genere viene proposto solo a persone che hanno oltre 50 anni di età o il cui sistema immunitario sia compromesso (per esempio nei soggetti HIV positivi o malati di AIDS), o, ancora, per persone che soffrono di patologie cardiache o polmonari croniche.

VACCINO INFLUENZALE: A CHI E’ SCONSIGLIATO

Meno note sono invece le patologie o i sintomi per i quali il vaccino antinfluenzale è scongliato. Secondo il Centro di Medicina Integrativa della Duke University, gli individui che non andrebbero immunizzati sono:

  • Individui affetti da gravi allergie alle uova di gallina
  • Individui che abbiano avuto in passato gravi reazioni a vaccini antinfluenzali
  • Individui che abbiano contratto la sindrome di Guillain-Barré nelle sei settimane precedenti la data prevista per la vaccinazione.

Detto questo, la scelta è sempre libera e a vostra discrezione. L’importante è che vi informiate prima e ne parliate con il vostro medico.