Più che dimezzata la somministrazione di vaccini antinfluenzali nell’ultimo anno con una riduzione del 56% che mette in allarme il Ministero della Salute, preoccupato soprattutto per le categorie più a rischio: i bambini e i soggetti di età superiore ai 65 anni. L’allarme viene lanciato dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, sulla base del sistema di rilevazione della spesa farmaceutica privata in collaborazione con la società New Line, attraverso il monitoraggio di oltre 3000 farmacie reclutate nel sistema.

La diminuzione della profilassi antinfluenzale è, verosimilmente, una diretta conseguenza del ritiro precauzionale di alcuni vaccini (prodotti dalle aziend Novartis e Crucell), ritenuti non sicuri dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e che ha contribuito a creare confusione negli italiani.

Il Presidente della FOFI, Andrea Mandelli, tende quindi  a precisare che “in realtà usando i vaccini distribuiti nelle ASL e nelle farmacie, non si è mai corso alcun rischio, visto che i controlli, e i ritiri che ne sono seguiti, sono scattati, come è logico, ben prima che i vaccini fossero disponibili alla popolazione. Una forte riduzione della copertura vaccinale della popolazione  comporterebbe non solo un aumento delle persone colpite, ma anche delle complicanze, soprattutto per anziani e malati cronici. Insomma, più costi umani e una maggiore spesa, evitabile, per il Servizio sanitario“.

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