Il 24 aprile inizierà la Settimana Mondiale dell’Immunizzazione che quest’anno punta più che mai sulla salute del bambino e sulla reperibilità dei vaccini nel terzo mondo. Secondo una ricerca di Medici Senza Frontiere, infatti, sono 22 milioni i bambini, ogni anno, a non essere vaccinati. Si tratta di bambini appartenenti ai continenti più poveri, dove le patologie non mortali in Occidente rappresentano una sfida alla sopravvivenza.

L’allarme lanciato da MSF è accompagnato dalla richiesta di chiarimenti, alle case farmaceutiche, sulla sensibilità termica dei vaccini (se scoprire le altre iniziative di MSF clicca qui). È vero, infatti, che per mantenere l’efficacia di un vaccino questo debba rispettare la catena del freddo”, in altri termini essere mantenuto a una temperatura che oscilla tra i 2° e gli 8°. Questo vincolo fa sì che la vaccinazione sia una meta logistica ardua in territori quali il continente africano, dove mancano le infrastrutture e i mezzi di trasporto adeguati.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità solo di un vaccino è stato raccomandato l’utilizzo fuori dalla catena del freddo (se vuoi saperne di più sui vaccini clicca qui). Il MenAfriVac, infatti, resta utilizzabile fino a quattro giorni e a 40° di temperatura, in quella che è chiamata “catena termica controllata”. A riguardo, L’”Epicentre”, il centro di ricerca di MSF, ha condotto uno studio sulle capacità immunizzanti del vaccino contro il tetano: l’efficacia, hanno dimostrato gli scienziati, rimane inalterata fino a 30 giorni in temperature ambiente pari a 40°C. I risultati sono più che confortanti ma c’è la ferma necessità di un confronto con le compagnie farmaceutiche che hanno la facoltà di richiedere la licenza d’uso dei vaccini anche al di fuori della “catena del freddo”. La settimana mondiale dell’immunizzazione si sta battendo affinché i vaccini siano accessibili anche alle popolazioni del Terzo Mondo, dove non esistono risorse tali da gestire una refrigerazione continua.

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