Anche i vaccini sono pronti per essere rivoluzionati entrando nell’era 3D: questo nasce da un’idea dei ricercatori dei laboratori del Wyss Institute presso l’Università di Harvard e l’Harvard School of Engineering and Applied Sciences nata con lo scopo di contrastare i tumori ma che presto potrebbero essere estese anche per le malattie infettive causate da virus come Ebola e Hiv.

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista “Nature Biotechnology”, i vaccini saranno creati utilizzando dei biomateriali “programmabili” a base di silice e, una volta entrati in circolazione dopo l’iniezione iniziano ad auto-assemblarsi andando a formare una sorta di struttura tridimensionale. Qui verranno poi attirate le cellule sentinella del sistema immunitario venendo successivamente“armate” delle sostanze attive del vaccino per poi dirigersi verso i linfonodi dell’organismo e combattere (o prevenire) determinate malattie. Una volta svolto il proprio compito la soluzione si dovrebbe dissolvere entro pochi mesi.

I primi risultati sono stati rilevati sulle cavie da laboratorio, con dei risultati definiti “promettenti” e, secondo il  il coordinatore dello studio, David Mooney, “Possiamo creare strutture in 3D usando sistemi di somministrazione minimamente invasivi, per attivare e rinforzare le cellule immunitarie di un ospite, rendendole in grado di riconoscere e attaccare cellule pericolose in vivo” e proprio per il fatto che si possono iniettare in maniera minimamente invasiva, “li rende facili da somministrare sia dentro che fuori dagli ospedali”.

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