Vi avevo accennato qualche giorno fa, in un precedente articolo (qui) che sarei partita per qualche giorno di vacanza al mare. Ormai possiamo dirlo: la destinazione del viaggio era la Puglia. E se mentre scrivo queste righe non sono ancora partita, quando voi le leggerete io sarò quasi sulla via del ritorno… un lungo ritorno, visto che si tratta di un viaggio di 1700 chilometri a/r, percorrendo per il lungo tutto lo stivale della nostra bella Penisola.

Anni addietro facevo questo viaggio in treno, sfidando la sorte con il treno interregionale che, da Milano, impiega quasi un giorno e mezzo a percorrere il tragitto, con situazioni di viaggio che più che umane somigliano molto a quelli da carro bestiame. Gente con posti non prenotati che si fanno l’intero viaggio in corridoio, valige da transumanza in stile anni Trenta, e non c’è nessun libro o marchingegno tecnologico che tenga: il viaggio non passa mai. Sarà pure un modo ecologico (e mica tanto economico) di viaggiare, ma se non si vuole perdere la vita in cambi stranzianti di linea e farsi l’Italia a zig-zag, l’esperienza del viaggio in treno verso le destinazioni del Sud Italia non la raccomando neanche a chi ama i viaggi avventura.

L’aereo è il modo migliore di viaggiare, of course. Se avete i soldi per un biglietto-rapina in agosto e se avete qualcuno che vi venga a prendere in aeroporto. E poi, naturalmente, dovete essere pronti a passare la vacanza in loco o a farvi scarrozzare da qualcuno che la macchina, lì, ce l’abbia.

Ecco perché la scelta, quest’anno, è ricaduta sulla macchina. “Ma inquina!” obietterete voi. “E’ un’utilitaria a GPL”, ribatto io. Certo fa un po’ Thelma e Louise, ma altrimenti che gusto c’è? La vera rapina è il costo dell’autostrada (ricordo che nei Paesi più civili del nostro, al di là delle Alpi, l’autostrada si paga inclusa nelle tasse, e non extra tasse), ma quello per lo meno è a impatto zero sull’ambiente (altra storia sul portafogli)… Certo è che se il viaggio si fa in due, i costi (e la fatica di guidare per 850km) si smezzano.

Dunque, viaggio in macchina a GPL. E poi? E poi naturalmente si cerca di fare del viaggio un viaggio eco ed un viaggio etico. Come? La classica borsa frigo un po’ demodé con i ghiaccioli, bottiglie di acqua naturale fresca e thermos per dissetarci, tanta frutta (non c’è di meglio della dolcezza e della freschezza di un frutto quando si viaggia sotto al sole… per di più, non “provoca” cartacce) e qualche piccolo snack vegano (e naturalmente bio).

Niente Cole o bibite in bottiglia, niente snack della grande distribuzione: si può felicemente farne senza.

Insomma, facciamo del nostro meglio per tenerci ligie alla nostra idea di vacanza-natura, ovunque si vada. Anche – e soprattutto – in quei posti dove la gente va per stare immersa nella natura.