Il cosiddetto utero retroverso costituisce una caratteristica anatomica piuttosto frequente. Non si tratta tuttavia di un problema grave, né tantomeno di una patologia. La retroversione dell’utero comporta semplicemente un diverso posizionamento di questo organo mobile rispetto al suo assetto naturale. Nello specifico, questa variante della normale anatomia pelvica femminile, porta l’utero a trovarsi inclinato non verso l’addome, bensì adagiato verso la colonna vertebrale. Si parla pertanto di utero retroverso quando questo è rivolto all’indietro rispetto alla parte frontale del bacino.

Le cause della retroversione sono essenzialmente di due tipi: congenita (dalla nascita) e acquisita (per esempio a causa di gravidanze difficili, aborti, infiammazioni della zona pelvica o dell’utero, endometriosi e, raramente, tumori).

In linea generale, contrariamente a quanto creduto in passato, l’utero retroverso, di per sé, non comporta ripercussioni importanti sulla fertilità della donna, né conseguenze sull’andamento della gravidanza; può tuttavia creare una serie di problemi legati a:

  • dolore durante le mestruazioni
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • mal di schiena
  • senso di tensione addominale
  • disturbi vescicali
  • disturbi intestinali
  • cefalea

O, molto più raramente:

  • dolore durante l’utilizzo di assorbenti interni
  • aumento del numero di infezioni del tratto urinario
  • incontinenza

Il disturbo più comune legato all’utero retroverso resta tuttavia il dolore pelvico, particolarmente accentuato durante il periodo delle mestruazioni; fastidio che, dopo la gravidanza, tende generalmente a migliorare. Trattandosi dunque di una problematica che, nella maggior parte dei casi, non desta grosse preoccupazioni, sarà il ginecologo a stabilire la necessità o meno di specifici trattamenti, soprattutto in relazione alla causa che ha determinato l’insorgenza della retroversione (es. processi infiammatori, endometriosi, indebolimento dei legamenti pelvici, ecc.).

Qualora il ciclo mestruale dovesse rivelarsi molto doloroso, il medico può consigliare l’assunzione di antinfiammatori specifici oppure l’assunzione di contraccettivi ormonali che, riducendo il flusso mestruale e rilassando l’utero, sono in grado di ridurre significativamente questo tipo di fastidio.