Uno studio americano pubblicato da Neurology rileva l’aumento dei casi di ictus giovanile in soggetti che utilizzano droghe.

Uno studio recentemente pubblicato negli USA da Neurology ha confermato negli ultimi 20 anni un aumento dei casi di ictus fra i giovani, ovvero fra tutti coloro che abbiano un’età compresa tra i 20 e i 54 anni. La percentuale di rischio nell’ultimo ventennio è infatti cresciuta del 6%. Questa maggiore incidenza della patologia sembra essere collegata, oltre ai già noti fattori di rischio, quali fumo, colesterolo e ipertensione, anche al più massiccio e diffuso uso di sostanze stupefacenti (come anfetamine e cocaina).

In Italia, per fortuna, non si registrano per il momento dati così allarmanti, ma l’unico dato veramente allarmante è invece apprendere come questa patologia risulti per molti italiani ancora sconosciuta o misconosciuta. Una recente indagine dell’A.L.I.Ce ha raccolto infatti dati piuttosto preoccupanti sull’argomento. Meno del 57% delle persone intervistate ha saputo correttamente definire la malattia e soltanto pochissimi (8%) sono stati in grado di individuare le cause o i fattori di rischio.

L’ictus in realtà è oggi, a livello mondiale, una patologia che colpisce una persona su 6 e una ogni 6 secondi, detenendo quindi un primato di mortalità superiore anche a patologie forse più conosciute come Aids e tubercolosi. Per diffondere a livello globale  una maggiore consapevolezza nei confronti di questa malattia è stata indetta quindi una Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, che si celebra il 29 ottobre.