Sebbene il propoli prodotto dalle api stia rivivendo solo oggi un periodo di popolarità per i suoi benefici sulla salute umana, la sua utilità era ben nota sin dai tempi di Ippocrate, che lo usava per guarire ferite e ulcere. Il propoli è infatti uno dei più potenti antibiotici che possono essere trovati in natura: viene prodotto dalle api insieme al miele e viene usato per sigillare gli alveari per proteggersi sia dai predatori che da microbi e virus. Il propoli viene prodotto dalle api che raccolgono una sostanza resinosa e appiccicosa dai boccioli dei fiori e dalla corteccia danneggiata di certi alberi, mischiandola poi con fiocchi, pollini, resine, balsami, olii e saliva.

Le api sono alcune delle poche creature in natura ad essere sterili, ed anche i loro alveari lo sono. Il nome propoli, infatti, deriva dal greco “propolis”, che significa “prima della città”. Significa che il propoli difende l’intera comunità delle api dalle minacce esterne. Il propoli è infatti quella sostanza che protegge le api neutralizzando i batteri, i funghi ed i virus quando penetrano nell’alveare. E’ così efficacie che l’interno degli alveari è considerato essere un ambiente più sterile di una camera operatoria.

E’ inoltre interessante sapere che nella Seconda Guerra Mondiale, il propoli veniva usato dall’Unione Sovientica per trattare le ferite di guerra dei soldati del proprio esercito, proprio per le sue proprietà di potente antibiotico senza effetti collaterali e che al tempo stesso alzava le difese del sistema immunitario. Proprio per questo il propoli si è spesso meritato l’appellativo di “penicillina della natura” ed è in grado di combattere tipi di batteri che sono diventati resistenti agli antibiotici sintetici. Ad eccezione della vitamina K, il propoli contiene inoltre tutte le vitamine conosciute, e dei minerali necessari all’organismo, il propoli li contiene quasi tutti ad eccezione dello zolfo.