In base al Rapporto dell’Associazione italiana registri tumori (L’AIRTUM), i tumori rari sarebbero talmente in espansione da riguardare un caso ogni quattro che si verificano. Questi i dati, raccolti ed analizzati in collaborazione con l’Associazione italiana di oncologia medica )l’AIOM).

I dati si riferiscono dunque soprattutto alla situazione italiana e mettono in rilievo come soltanto nell’anno 2015 siano stati diagnosticati ben 89 mila nuovi casi di tumori rari, ossia il 25 per cento di tutte le neoplasie riscontrate sul territorio nazionale. Una situazione, come fanno notare gli esperti, che richiederebbe una riorganizzazione di tutto il sistema sanitario del settore. Anche di fronte a tumori rari, i pazienti dovrebbero infatti ritrovarsi nella condizione di poter ricevere diagnosi e trattamenti adeguati. E invece, come si verifica purtroppo, spesso ci si ritrova di fronte a scarse conoscenze mediche, dannosi ritardi nelle diagnosi e a trattamenti che risultano essere poco o per niente efficaci.

In base alla situazione attuale, sono considerati tumori rari quelli che presentano un’incidenza di sei casi ogni centomila persona in Europa. Un esempio pratico nel nostro Paese? ogni anno vengono diagnosticati circa 41 mila tumori al polmone mentre “soltanto” 230 tumori del timo (che proprio per questa scarsa incidenza risultano essere dunque tumori rari).

I tumori rari, in base ai dati che si hanno, tendono a colpire soprattutto a livello ematologico (7 per cento) e poi l’apparato digerente (23 per cento), testa e collo (17 per cento), apparato genitale (17 per cento), sistema endocrino (13 per cento), sistema nervoso (5 per cento). I sarcomi hanno invece un’incidenza dell’8 per cento.