Tumori curati attraverso un’innovativa terapia basata su fasci di protoni: è così che è stata trattata una bambina di nove anni, grazie alll’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e al Santa Chiara di Trento dove è poi avvenuta la proton therapy.

La bambina soffre di cordoma, tumori molto rari, che colpiscono le estremità della colonna vertebrale, andando ad interessare o l’osso sacro o la base del cranio. Si calcola che nel mondo soltanto lo 0,5 per milioni di persone sia colpita da questo tipo di tumori. La cura fatta a base di fasci di protoni si è rivelata infatti più precisa e meno dannosa per i pazienti rispetto a quella basata sui fotoni. La bambina di nove anni che è stata sottoposta a questa terapia è la prima paziente pediatrica nel nostro Paese. La proton therapy è comunque una terapia ancora di tipo sperimentale.

La cura durerà circa due mesi e saranno in tutto quarantuno i trattamenti che saranno eseguiti. La scelta di effettuare la proton therapy è stata dettata anche dal fatto che in questo modo la piccola avrebbe corso meno rischi e avuto meno effetti collaterali, dato che la zona interessata è la zona del cranio, da cui è già stata asportata chirurgicamente una parte del tumore.

Tumori: la proton therapy

Questo tipo di terapia è già stato sperimentato per altri casi, il più celebre dei quali è senz’altro quello del piccolo Ashya King, colpito da tumore al cervello. La sua storia è finita sotto i riflettori anche perché i suoi genitori sono stati impegnati in una battaglia giudiziaria per poterlo portare a Praga, proprio per sottoporsi alla terapia.

In Italia sono due i centri in cui potersi sottoporre alla proton therapy: uno a Trento e uno a Pavia. Attraverso questo metodo, la massa tumorale che si è sviluppata viene colpita con fasci di particelle subatomiche. Per i bambini è ottima, in quanto permette di ridurre di molto gli effetti collaterali.