Il fumo di sigaretta, sia esso attivo sia esso passivo, è in grado di provocare tantissimi casi di tumori ogni anno ed è per questo che la sensibilizzazione e l’informazione sulla questione appaiono estremamente importanti. Il fumo è infatti in grado di scatenare fino al 90 per cento dei casi di tumori ai polmoni, al 75 per cento di tumori che colpiscono testa e collo e fino al 30 per cento di patologie oncologiche che si verificano nel pancreas.

Come se ciò non bastasse, il fumo aumenta del 50 per cento la possibilità di sviluppare il cancro al rene e del 10 per cento la probabilità di avere un cancro all’esofago. Proprio per tutte queste ragioni, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica ha deciso di promuovere una campagna su tutto il territorio nazionale, dedicata in particolar modo ai ragazzini di età compresa tra gli undici e i quattordici anni (l’età in cui oggi, sempre più di frequente, si inizia a fumare). Un modo per scoraggiare l’abitudine al fumo e la dipendenza dalla sigaretta ma anche un modo per far sì che gli adulti di un domani non debbano ritrovarsi a combattere contro patologie che in qualche modo potrebbero essere scongiurate.

La campagna spera di far presa soprattutto sulle ragazzine (le future mamme del domani – ricordando quando faccia male al feto avere genitori che fumano o che hanno fumato). Per far sì che abbia maggior successo, sono stati coinvolti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport e sarà diffuso un video da proiettare nelle scuole.

Soltanto in Italia il numero dei fumatori tocca quasi quota undici milioni: 6,3 milioni di uomini e 4,6 milioni di donne. L’età media in cui si inizia a fumare è di 17,9 anni ma aumenta sempre di più il numero dei ragazzi che comincia a conoscere le sigarette sempre più precocemente, nonostante i divieti di acquisto e vendita.