Il tumore al testicolo è una patologia oggi ampiamente curabile e il tasso di sopravvivenza supera ormai il 90 per cento. Così come per il tumore al seno per le donne (ma verrebbe da dire per qualsiasi tipo di malattia), ciò che conta è soprattutto la prevenzione. Prevenzione che nel caso del tumore al testicolo dovrebbe iniziare già in età adolescenziale, visto che la maggior parte dei casi si verifica in particolare nei giovani di età compresa tra i quindici e i trentacinque anni.

Trattandosi della forma tumorale più diffusa tra i giovani e tra gli uomini con meno di cinquant’anni d’età, e facendo registrare almeno cinquemila nuovi casi all’anno nel nostro Paese, è bene porre particolare attenzione nei confronti del tumore al testicolo. Un’attenzione che è anche giustificata dal fatto che il numero dei casi, si stima, è destinato a salire del 30 per cento entro l’anno 2025.

La fascia in cui il cancro al testicolo colpisce di più, come detto, è proprio quella che va dai quindici ai trentacinque anni: è in questa fase che il tumore non viene diagnosticato (soprattutto per scarsa attenzione alla prevenzione) e che ha quindi tutto il tempo per formare metastasi, che in giovane età si espandono anche più velocemente.

Ma quali sono le cause più frequenti che scatenano il tumore? Soprattutto il criptochidismo, ossia la mancata discesa del testicolo all’interno dello scroto ma anche altre malattie, come la sindrome di Klinefelter, patologia genetica. A fronte di un’incidenza in crescita, però, l’alta curabilità del tumore deve senz’altro rendere ottimisti. Anche se, chiaramente, non deve far calare l’attenzione in merito alla prevenzione in età giovanile.