Il tumore è un male che non fa distinzione e colpisce sia adulti che bambini: in quest’ultimo caso, però, arrivano dati decisamente incoraggianti in quanto circa l’80% dei più piccoli riesce a sconfiggerlo. I dati positivi, presentati in occasione del 51esimo congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (Asco), tenutosi a Chicago, arrivano dal Childhood Cancer Survivor Study finanziato dal National Institute of Health.

La ricerca ha analizzato le storie di 34mila bambini affetti da tumore e valutando gli effetti a lungo termine delle terapie alle quali sono stati sottoposti dei bambini che hanno avuto la prima diagnosi all’età di 5 anni tra il 1970 e il 1999.

Se i dati sono migliorati è anche merito dello sviluppo delle tecniche di screening e indagini per la diagnosi elle terapie ma, soprattutto, delle terapie, tali da essere riuscite ad abbattere il tasso di mortalità che in genere era legato agli effetti collaterali – come l’insorgenza di altri tumori o malattie cardiache e polmonari – che in genere potevano manifestarsi con il passare degli anni. A quindici anni dalla prima diagnosi, infatti, la mortalità nei più piccoli si è dimezzata passando dal 12,4% degli anni ’70 al 6% degli anni ’90.

“Cinque anni fa solo 1 bimbo su 5 sopravviveva al cancro, mentre oggi l’80% è vivo a 5 anni dalla diagnosi. Tuttavia, questi sopravvissuti crescono con un rischio aumentato di mortalità per effetti tardivi delle cure come malattie cardiache ed altri tumori” ha rivelato l’oncologo pediatrico del St.Jude Children’s research Hospital nonché primo autore dello studio Gregory Armstrong, evidenziando come le nuove terapie non solo hanno contribuito ad aumentare la sopravvivenza dei bambini al tumore primario, ma anche ad estendere le loro aspettative di vita riducendo la tossicità totale dei trattamenti.