Già il termine in sé, tumore al seno maschile, sembra quasi un ossimoro, ed è anche per questo che la maggior parte della gente non è a conoscenza della sua esistenza. La sua incidenza è molto inferiore a quella della sua controparte femminile – in Italia si registrano circa 300 casi all’anno, contro i quasi 50mila tumori mammari femminili, praticamente i numeri di una malattia rara – ma la sua pericolosità no. Tutt’altro. Secondo uno studio pubblicato sul Japanese Journal of Clinical Oncology nel 2013, le possibilità di sopravvivenza a cinque anni sono pari all’83% per le donne e solo al 72% per gli uomini.

Le percentuali vanno interpretate secondo ulteriori dati. Per esempio, bisogna considerare l’età a cui viene mediamente diagnosticato un tumore al seno maschile, che è attorno ai 70 anni, contro i 62 anni per le donne: il che spiega almeno in parte perché il tasso di sopravvivenza per gli uomini è inferiore. In effetti, correggendo l’età di sopravvivenza a cinque anni per l’età biologica, quella maschile finirebbe per risultare più favorevole. Ma resta il fatto che il tumore al seno maschile rappresenta un rischio ancora troppo sottovalutato.

Il problema principale è dato dalla prevenzione. Le massicce campagne di sensibilizzazione hanno portato notevoli benefici alla popolazione femminile, e il cancro al seno viene diagnosticato più prontamente rispetto a quello maschile. “In genere, gli uomini si rivolgono ai medici quando il tumore è già a uno stadio avanzato, e questo ha a che fare con la scarsa consapevolezza del problema“, dice il dottor Andrew Wardley del Christie NHS Foundation Trust, “semplicemente, non sanno che possono contrarre questo tipo di malattia, e a differenza delle donne non sono sollecitati a fare screening tempestivi“.

Secondo il dottor Giuseppe D’Aiuto, direttore dell’Unità di senologia del Pascale di Napoli, tra i fattori di rischio principali relativi allo sviluppo di questa malattia c’è l’obesità: “Essere in sovrappeso aumenta le possibilità di contrarre il tumore al seno, il tessuto adiposo è un deposito naturale di estrogeni anche nell’uomo”, spiega d’Aiuto, anche se le ultime ricerche hanno suggerito una chiara associazione tra l’incidenza del tumore al seno e un’anomalia del gene BRCA2.