Sono in costante aumento i nuovi casi di tumore al seno che colpiscono le donne under 50: a rivelarlo e a lanciare l’appello sono stati gli oncologi riuniti in occasione dell’International Meeting on New Drugs in Breast Cancer, tenutosi tra il 13 e il 13 novembre al Regina Elena di Roma e al quale hanno partecipato più di 200 esperti provenienti da tutto il mondo.

Secondo gli stessi negli ultimi 15 anni in Italia è stato registrato un incremento dei casi del 27% con un numero che non arrivava agli 8000 nel 2000 ma che ad oggi, nella stessa fascia d’età (50 anni), è salita a 10.105: dati che hanno fatto accendere un campanello d’allarme e per questo motivo sarebbe essenziale rivedere i criteri che in genere richiamano alla mammografia, estendendo il test a tutte le donne italiane dai 45 anni in su.

Nel 2015 infatti sono stati registrati, solo nel Bel Paese, circa 48mila nuovi casi di tumori al seno che si vanno aggiungere al totale che sfiora quasi le 700mila donne (692.955) che vivono con la stessa diagnosi.

Lo screening nelle donne dai 50 ai 69 anni ha contribuito in maniera determinante a ridurre di quasi il 40 per cento la mortalità per cancro del seno nell’ultimo ventennio“, ha spiegato il presidente del convegno e direttore dell’Oncologia Medica del Regina Elena di Roma, Francesco Cognetti, continuando “L’età del primo esame va abbassata per tutte le donne a 45 anni e i controlli devono proseguire fino ai 74. Oggi solo due Regioni, Emilia-Romagna e Piemonte, hanno ampliato in maniera strutturata, la fascia d’età da coinvolgere nei programmi di screening, come suggerito dal ‘Piano Nazionale Prevenzione’“.

Tumore al seno: crescono le percentuali di guarigione

Grazie alle innovazioni della ricerca (ma anche alle campagne di prevenzione) è stato possibile raggiungere dei considerevoli risultati: grazie alla stessa, infatti, la percentuale di guarigione è sempre più in aumento. “In quindici anni le percentuali di guarigione sono cresciute di circa il 10 per cento, passando dal 78 all’87 per cento. Si tratta di un risultato eccezionale, da ricondurre alle campagne di prevenzione e a trattamenti innovativi sempre più efficaci. E, se si interviene ai primissimi stadi, la sopravvivenza raggiunge il 98 per cento” ha evidenziato Cognetti “ma il tumore del seno resta la più frequente causa di morte per cancro nel sesso femminile anche fra i 40 e i 50 anni.

Per questo motivo, conclude, andrebbero sensibilizzate le donne diventando così “necessario che le Istituzioni siano pronte a recepire le indicazioni che provengono dalla comunità medico-scientifica”.