Un semplice test del sangue potrebbe presto entrare in aiuto per diagnosticare la presenza di un tumore al polmone, prima di passare ad esami più approfonditi. Nel prossimo numero della rivista “Journal of the national cancer insitute” verrà pubblicato uno studio – sostenuto da Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Monzino e Fondazione Umberto Veronesi – riguardante il test del micro RNA (miRNA) che potrebbe andare a rivoluzionare i tempi della diagnosi di uno dei tumori più letali – non per questo considerato tra i “big killer” – grazie ad un accertamento non molto costoso e trovare quindi la cura in maniera più rapida.

Lo stesso, eseguito da un team guidato dal direttore della Medicina molecolare Pier Paolo Di Fiore, ha evidenziato come la presenza di miRNA nel sangue si identifichi maggiormente nella fascia della popolazione dei fumatori incalliti di età superiore a 50 anni nonché il sottogruppo definito a maggior rischio di sviluppare un tumore al polmone e che quindi dovrà sottoporsi a tac a basse dosi. “Sappiamo che spesso il cancro porta ad alterazioni dei miRNA – ha spiegato lo stesso Di Fiore - che sono frammenti di materiale genetico, presenti nei liquidi biologici.

Per questo motivo, ha spiegato lo stesso “Abbiamo pensato allora di studiare i miRNA per la diagnosi precoce, analizzando la loro presenza nel sangue di 1115 forti fumatori o ex fumatori, arruolati nel nostro studio COSMOS (Continuous Observation of Smoking Subjects).” In questa maniera avrebbero scoperto che i miRNA presentavano una certa “firma molecolare” (ovvero un gruppo di geni che si attivano nel momento in cui la cellula si trova in una certa condizione) “se è in corso un processo tumorale iniziale nel polmone.

Grazie a questo sarebbe stato dimostrato che il test del miRNA è “dormiente”, e quindi “positivo”, continua Di Fiore “vale a dire è presente la ‘firma’, il fumatore deve sottoporsi a tac a basse dosi, mentre se è negativo non deve fare ulteriori accertamenti, fino al prelievo successivo”. Per questo motivo l’esame, che oltre al suo costo tutto sommato limitato, la sua facilità nell’essere eseguito e la sua accuratezza dell’80% “si presta perfettamente ad essere utilizzato all’interno di programmi di screening per i fumatori perché il prelievo del sangue oggi può essere effettuato da qualsiasi centro sul territorio, e i campioni analizzati nei centri che dispongono della tecnologia e le competenze necessarie.