L’Italia rivive il rischio tubercolosi a causa dell’arrivo dei tanti migranti sulle nostre coste. Secondo i medici, però, la possibilità di un’epidemia interessa altre malattie, non la tbc. In particolare, Aldo Morrone, della Commissione nazionale salute e immigrazione del ministero della Salute, spiega: “La Tbc c’è sempre stata, ma il sistema di sorveglianza presente nel nostro Paese è perfetto. Quindi, non c’è da temere nessun contagio. Certo, alcune persone possono ammalarsi e vanno curate. E’ dunque importante una visita preventiva. La tubercolosi è perfettamente curabile e c’è l’impegno di tutte le nazioni a contrastare questo fenomeno: ogni anno i contagiati da tbc sono infatti 9 milioni”.

Morrone mette in evidenza altre possibili epidemie: “Ci sono casi di poliomelite in Siria e Libano e qui in rischio di contagio è molto alto. Abbiamo una variante della Sars in Libano. E’ chiaro che quando le persone di queste aree scappano dalla guerra, in Paesi dove i sistemi sanitari sono ormai saltati, c’è la possibilità che il virus colpisca anche in altre zone. Bisogna quindi investire nei sistemi sanitari di questi Stati e allargare la rete del nostro servizio sanitario nazionale e di quelli degli altri Paesi occidentali e no”.

Insomma, la paura della tubercolosi, alimentata anche dall’allarmismo dei media, non c’è in Italia. Ma la sorveglianza e la guardia vanno tenute alte per altre malattie.