Nel corso degli anni, a più riprese, il neurochirurgo Sergio Canavero si è detto certo che il trapianto di testa è possibile e che sarà concretizzato nel giro di poco tempo. Chi rabbrividisce al pensiero che possa realizzarsi ciò che veniva prospettato nel romanzo di Frankenstein, potrebbe dunque provare qualche scossa in più sapendo che l’avveniristica ipotesi sarebbe in realtà più che fattibile.

Canavero, direttore del Gruppo Avanzato di Neuromodulazione di Torino, si dice certo che il primo trapianto di testa potrebbe avvenire nel giro di due anni soltanto. La tecnica potrebbe essere in grado di salvare coloro che sono stati colpiti da patologie quali cancro o malattie nervose e muscolari e che hanno causato il blocco della mobilità.

Stando a quando si legge nella rivista New Science, sarà lo stesso Canavero ad annunciare la possibilità che entro due anni avvenga il primo trapianto di testa. L’occasione per comunicare al mondo la notizia sarà la Conferenza Annuale dell’American Academy of Neurological and Orthopaedic Surgeons di Annapolis (Maryland, Stati Uniti), che si terrà il prossimo mese di giugno.

Secondo Sergio Canavero, i problemi che si stanno riscontrando al momento in merito al trapianto di testa, potranno infatti essere a breve superati: si tratta, più in particolare, della fusione della spina dorsale e la prevenzione del rigetto. E poco importa se Canavero sarà ostacolato anche da coloro che non sono affatto favorevoli al trapianto di testa: “Penso che ora siamo arrivati a un punto in cui gli aspetti tecnici sono tutti fattibili. Se la società non lo vuole, io non lo farò. Ma se questo accadrà negli Stati Uniti o in Europa, non significa che non potrà essere fatto da qualche altra parte“.