Un intervento complicatissimo della durata di 13 ore, eseguito al Johns Hopkins medical center di Baltimore, è stato condotto su un giovane soldato Usa, Brendan Marrocco, 26 anni, che aveva perso tutti gli arti durante la guerra in Iraq e Afghanistan quattro anni fa, quando il veicolo militare che stava guidando è stato fatto esplodere da bombe nemiche.

La complessa procedura ha richiesto il collegamento, sotto le lenti di un microscopio, di muscoli, vene, capillari, tendini tra le braccia del donatore e i monconi del ragazzo.

Brendan sta bene – ha detto il padre ai media Usa – oramai è passato poco più di un mese“. Ma per vedere se il soldato riuscirà ad usare le braccia ci vorrà tempo è riabilitazione. Lo stesso chirurgo, Lee, ha spiegato che i risultati ottenuti nelle sei operazioni precedenti sono stati “generalmente buoni”, ma le nuove braccia sinora non hanno mai funzionato al 100%.

Brendan ora dovrà sottoporti a sei ore al giorno per tre anni di fisioterapia ed esercizi mirati in primis ad evitare il rigetto, quindi all’utilizzo delle sue nuova braccia, periodo entro il quale dovrà riuscire ad allacciarsi le scarpe, pettinarsi e realizzare altri piccoli gesti quotidiani.