Vorrei dedicare un po’ di spazio e qualche articolo a un nuovo movimento, il movimento della Transizione, meglio conosciuto come movimento delle Transition Towns. Si tratta di un movimento indipendente nato in Inghilterra nel 2006 nella città di Totnes, dalle idee di Rob Hopkins. Da allora, le idee del movimento si sono diffuse anche in altri stati europei, ed oggi è attiva anche la sezione italiana del movimento, chiamata Transition Italia, nata per facilitare e supportare la diffusione di questo entusiasmante processo collettivo sul territorio italiano.  Transition Italia aiuta coloro che vogliono considerare, adottare, adattare e implementare il modello della Transizione all’interno della propria comunità avviando una Iniziativa di Transizione locale.

DA DOVE NASCE L’IDEA DELLA TRANSIZIONE

Negli ultimi anni, il picco del petrolio ed i cambiamenti climatici hanno toccato l’interesse di molti; tuttavia spesso, in particolare per quanto riguarda il picco petrolifero, le soluzioni sul campo sono state deboli e deludenti.
A partire dalla sua nascita a Kinsale nel 2005, l’idea della Transizione si è diffusa in maniera virale attraverso il Regno Unito e al di fuori di esso, fungendo da catalizzatore alle risposte a queste due sfide, sviluppate in seno alle comunità locali.

Il modello emergente dal modello della Transizione si basa sul principio che l’auto organizzazione, l’innovazione e l’azione debbano essere incoraggiate e appoggiate esattamente dove nascono, con il supporto di una precisa serie di principi e di linee guida.

Tutti i sistemi naturali sono una rete di componenti più piccoli e la vita nel suo insieme è una struttura multistrato di sistemi viventi che si annidano all’interno di altri sistemi viventi, reti all’interno di altre reti”.

Fritjof Capra “The Web of Life”.

Vedremo presto come questo semplice assunto si può trasformare in realtà seguendo le linee guida indicate da Transition Italia.