La toxoplasmosi è un’infezione che in genere non si manifesta con sintomi importanti e che nella maggior parte dei casi non ci si accorge neppure di avere. È difficile capire che si è in presenza di essa poiché i sintomi attraverso cui si presenta sono piuttosto comuni (mal di gola o mal di testa, tanto per citare i più frequenti). La cosa positiva del contrarla per la prima volta sta nel fatto che poi si diventa immuni, ossia non ci si potrà ammalare mai più. La toxoplasmosi diventa invece pericolosa quando colpisce le donne in stato di gravidanza perché il virus, attraverso la placenta, può giungere fino al feto.

Toxoplasmosi: come evitarla

Si ritiene, spesso senza cognizione di causa o per scarsa informazione, che una delle cause principali di trasmissione della toxoplasmosi siano i gatti. In realtà i mici di casa posso trasmetterla soltanto raramente e comunque non rappresentano affatto il mezzo principale di diffusione del virus e dell’infezione. Per evitarla è invece necessario lavare accuratamente la verdura cruda prima di mangiarla (nessun problema invece per quella cotta); cuocere sempre la carne e mangiare salumi cotti; lavarsi sempre bene le mani; se si fanno lavori di giardinaggio indossare sempre i guanti.

Toxoplasmosi: i rischi per il feto

I rischi peggiori per il feto sembrano non esserci quando il contagio della madre arriva nei primi mesi di gestazione. Se la toxoplasmosi arriva fino al feto però, quest’ultimo rischia drammatiche conseguenze come malformazioni, danni al sistema nervoso centrale, ritardo nello sviluppo, epilessia, cecità. La donna può anche rischiare di abortire spontaneamente. Quando la donna contrae la toxoplasmosi con la gravidanza in fasi finali invece, il rischio che il feto corra pericoli è davvero blando. Per sapere se si è ormai immuni oppure no dalla toxoplasmosi è possibile fare dei test diagnostici prima della presunta gravidanza.

Toxoplasmosi: cosa fare in caso di contagio

Qualora sia avvenuto contagio durante la gravidanza, potrebbe essere necessario eseguire un’amniocentesi che controlli lo stato di salute del feto. Qualora la donna abbia contratto l’infezione, il medico le prescriverà una cura a base di antibiotici e in genere il bambino dovrebbe nascere senza alcun tipo di problema (ciò avviene almeno nel 90 per cento dei casi).