Vel la ricordate tutte… per anni ha terrorizzato i mangiatori di bistecche e di hamburger di tutto il nord Europa, e ora ricompare oltreaoceano. E’ stata infatti segnalata una mucca infetta dal virus della Mucca Pazza (scientificamente si chiama encefalopatia bovina spongiforme) in California. L’episodio è stato riportato al Dipartimento dellìagricoltura, che si è affrettato a diffondere dei comunicati per tranquillizzare i cittadini/consumatori, dicendo che non c’è alcuna ragione di allarmarsi per un solo caso.

Si tratta infatti della prima mucca affetta dal virus della Mucca Pazza sul suolo statunitense, su un campione di circa 40,000 test l’anno che vengono disposti dal Dipartimento dell’Agricoltura.

In più, hanno assicurato dal Dipartimento, la mucca trovata infetta non era destinata al consumo umano né alla produzione di latte destinato al consumo. Tutto bene quindi? Dal punto di vista della sicurezza per i consumatori, per ora, sì.

Quello che non si capisce, piuttosto, è come l’animale abbia contratto il virus. A differenza del caso Britannico esploso poi nel 1993, la mucca californiana non ha contratto il virus a causa di cibo contaminato. Gli scienziati l’hanno chiamata “contaminazione atipica”, che in gergo comune i cervelloni statunitensi spiegano solo come “sfortuna”. Si tratterebbe, infatti, di una rara mutazione che avviene una volta su n-tante negli animali. Insomma, a sentire loro, “le mutazioni casuali avvengono negli animali da sempre”.

Lasciatemelo dire… come spiegazione scientifica, non è davvero un granché rassicurante. Sempre convinti di voler magiare la vostra bistecca?