La scala di Hamilton (HDRS  - Hamilton Depression Rating Scale) è probabilmente la più conosciuta ed utilizzata tra le scale di valutazione della depressione. E’ stata ideata dallo psichiatra tedesco nel 1960 e destinata a valutazioni di tipo quantitativo in pazienti con disturbo depressivo. Oggi viene principalmente utilizzata a scopo di ricerca, ma è altresì utile per valutare la gravità del disturbo depressivo ed i miglioramenti conseguenti al trattamento.

La scala di Hamilton contiene numerosi quesiti, ciascuno dei quali viene valutato con un punteggio di 3 o 5 punti. Una valutazione complessiva compresa tra 0 e 7 è considerata normale, mentre i punteggi maggiori o uguali a 20 sono indice di una depressione più o meno grave. Nella sua formula originale l’ HDRS era composta da 17 item, portati poi a 21 nella versione del 1967. Delle diverse formulazioni circolanti negli ultimi anni, quella più usata comprende oggi 24 elementi di valutazione, tra cui umore, senso di colpa, sentimento di impotenza, ansia somatica, sintomi paranoici, sintomi psicologici ossessivo-compulsivi e così via.

Nel rispondere al questionario, il paziente dovrà cercare di essere il più onesto possibile nella valutazione dei propri sintomi psichiatrici e fisici. Al risultato del test, lo psichiatra integra quindi le proprie osservazioni personali, in seguito alle quali formulerà una diagnosi. Secondo le precise indicazioni di Hamilton, la sua scala di valutazione non costituisce infatti uno strumento di autodiagnosi e non può in alcun modo sostituire una diagnosi clinica formulata da specialisti dopo un colloquio approfondito. Come specificato dallo stesso autore: “Una scala di valutazione non è niente di più che un modo particolare per registrare un giudizio clinico. Il clinico esprime la sua opinione sulla presenza o assenza di un sintomo, o sulla sua gravità, ma che egli la esprima con parole o con numeri, il giudizio non cambia. Se il giudizio è basato su informazioni inadeguate, o se il clinico non ha abbastanza esperienza, il giudizio non ha alcun valore, tanto che sia espresso con parole che con numeri. Ciò nonostante, le scale di valutazione sono popolari poiché permettono di ottenere un’informazione standardizzata: gli item sono gli stessi per tutti i pazienti ed in tutte le occasioni, e sono definiti in modo che la loro graduazione ed il loro modo di impiego siano uniformi. Inoltre, sono facili da quantificare e consentono di ottenere dei numeri agevolmente utilizzabili per le analisi statistiche“.