L’ibernazione potrebbe essere la strada giusta per combattere il cancro. I primi studi e i primi esiti in tal senso sono stati presentati negli Stati Uniti. Grazie a tale tecnica, gli scienziati potrebbero essere in grado di rendere molto più efficaci i trattamenti che vengono impiegati nella cura del cancro. E anche se gli esperimenti, fino a questo momento, sono stati condotti soltanto sugli animali, sempre che i primi risultati possano essere incoraggianti.

Gli studi, in pratica, starebbero cercando di capire come indurre l’ibernazione in esseri viventi, come gli orsi, che non vanno in letargo – uomo compreso dunque, oppure i topi da laboratorio. La zona del cervello che dovrebbe stimolare tale stato dell’organismo sarebbe stata individuata (è quella che regolerebbe la temperatura del corpo): se i ricercatori riuscissero a manipolarla per creare quello che è stato definito torpore sintetico, il gioco sarebbe fatto.

Ma perché i ricercatori vorrebbero puntare all’ibernazione per curare meglio il cancro? Perché sarebbe stato scoperto che durante lo stato di ibernazione del corpo, i tessuti diventerebbero più resistenti alle radiazioni e potrebbero così consentire di aumentare la dose di radioterapia senza provocare il danneggiamento delle cellule che non sono interessate dalla malattia.

Per ottenere uno stato di ibernazione nei topi, i ricercatori avrebbero messo in atto una sorta di inganno per il cervello: avrebbero infatti riattivato un circuito cerebrale in grado di spegnere il metabolismo corporeo. Un circuito che gli animali che vanno in letargo, ad esempio, sanno spegnere a comando.