Ormai non possiamo certo pensare di poter fare a meno del nostro telefono cellulare e soprattutto è difficile evitare di comperarne uno nuovo praticamente ogni anno. Ma abbiamo mai pensato a quante risorse servono per la loro costruzione e quanti sono i rifiuti che produciamo nella nostra corsa alla tecnologia.

Quello degli e-waste, i rifiuti tecnologici, è un problema tanto importante quanto quello delle energie rinnovabili e, anche in questo caso, sono tante le aziende che stanno cercando delle soluzioni.

Oltre a tutti i materiali, non sempre ecologici, che servono alla produzione di ogni singolo telefonino uno dei problemi più grandi associato alla telefonia mobile è quello dei  caricabatterie. Finora tutte le case di produzione hanno creato dei caricabatterie specifici e spesso anche comprando un telefono nuovo della stessa marca il caricabatterie che avevamo da quello precedente non era adatto e quindi ci siamo trovati in casa questa montagna di aggeggi ormai inutili.

Da qualche tempo le maggiori casa produttrici (Apple, Nokia e Samsung) stanno cercando di risolvere il problema creando nuovi modelli di telefono che si possono ricaricare anche attraverso un cavo USB attaccato al computer, ma questo certo non risolve il problema. L’idea innovativa arriva da un’azienda taiwanese, l’HTC che ha creato uno smartphone che abbia un attacco universale, che si adatta, cioè, a tutti i carica batterie presenti sul mercato. Ronan Dunne, CEO di O2, ha spiegato:

Il costo ambientale dei caricabatterie multipli e ridondanti è enorme e credo che, come il telefono cellulare si è diffuso sempre più, noi come rivenditori e produttori abbiamo una sempre maggiore responsabilità di creare un settore più sostenibile.